Il RE dei pomodori…

Il RE dei pomodori…

di Luciano O. Atzori

Tutti noi conosciamo gli infiniti utilizzi del pomodoro e dei suoi derivati (insalate, condimento per la pasta, riso e la pizza, per insaporire diversi piatti, ecc.) e alcuni conoscono le altrettante inesauribili proprietà di questi ortaggi.

I pomodori contengono sali minerali (potassio, fosforo, calcio, ferro, zinco, selenio, ecc.), vitamine idrosolubili, provitamina A (betacarotene) utilissima per gli occhi, acidi organici (acido citrico, malico, ecc.) che favoriscono la peristalsi intestinale, ecc. Ma sicuramente la molecola più apprezzata dei pomodori e dei suoi derivati è il Licopene. Questo carotenoide, con spiccata attività antiossidante, è di fondamentale importanza per ridurre il rischio d’incidenza del tumore alla prostata.

Insomma mangiare pomodori (specialmente se maturi) e i suoi derivati (passate, pelati, polpe, concentrati, ecc.) ci aiuta a migliorare lo stato di salute.

Forse a qualcuno tutto ciò non sembrava abbastanza è così, dopo anni di ricerca, ha “creato” una nuova cultivar di pomodoro dalle proprietà strabilianti… il pomodoro Bronzeo.

 

Il pomodoro bronzeo, così chiamato per il tipico colore bronzeo (quasi metallico) della sua buccia è il risultato di circa cinque anni di ricerca italiana (Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari del Consiglio Nazionale delle Ricerche – ISPA-CNR di Lecce – in collaborazione con il John Innes Centre e l’IRCCS “S. De Bellis” di Bari) finalizzata alla creazione di un tipo di pomodoro dagli effetti benefici eccezionali. Praticamente questo pomodoro è una combinazione particolare, per qualità e quantità, di antiossidanti naturali (polifenoli) tanto che un solo pomodoro può contenere riesce a racchiudere gli stessi antiossidanti contenuti in circa 5 kg di uva rossa!

Grazie a questo mix di sostanze il pomodoro bronzeo è riuscito, nei test sui topi, ad alleviare i sintomi delle infiammazioni intestinali e a migliorare la composizione del microbiota intestinale soprattutto per quanto concerne la riduzione della secrezione dei fattori infiammatori e nell’incremento del numero dei batteri lattici positivi.

A questo punto verrebbe da chiedersi “ma c’era bisogno di questo pomodoro? Non basta consumare frutta e verdura fresca?”. In realtà i polifenoli sono contenuti in molti tipi di frutta e di ortaggi, ma per consumarne la giusta quantità e combinazione dovremo assumere una notevole quantità e varietà di vegetali invece con questo nuovo pomodoro si riesce ad ottenere con semplicità una combinazione incomparabile di polifenoli (antocianine, flavononi e stilbenoidi).

Se si pensa al fatto che circa 2 milioni di europei soffrono di infiammazioni intestinali croniche questo pomodoro può rappresentare un aiuto terapeutico nei confronti dei sintomi di queste patologie intestinali.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Frontiers in Nutrition.


© Produzione riservata

Dr. Luciano O. Atzori
Biologo - Esperto in Sicurezza degli Alimenti e in Tutela della Salute
Divulgatore Scientifico – Consulente agroalimentare

Co-founder dello Studio ABR  -  www.alimentiesicurezza.it

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