Smaltimento delle carcasse degli animali selvatici malati

SMALTIMENTO DELLE CARCASSE DEGLI ANIMALI SELVATICI MALATI

di Luciano O. Atzori  e Sabina Rubini

Durante i periodi di caccia, non di rado, capita di portare a casa le carcasse di animali selvatici malati. La maggior parte delle volte i cacciatori e i loro familiari e amici non si accorgono che la carne e gli organi di questi animali (cinghiale, fagiano, pernice, quaglia, tordo, conigli, lepri, ecc.) sono infette (cioè ricche di batteri, virus, ecc.) e/o infestate da parassiti (tenia solium, trichinella, echinococco, rabbia, coccidi, toxoplasma, epatiti parassitarie, peste suina, leptospirosi, tubercolosi, brucellosi, ecc.) quindi consumano le carni. Fortunatamente tale consumo viene fatto soprattutto previa adeguata cottura e certe volte preceduta da un periodo più o meno lungo di congelazione.

Però capita che dalle carni di questi animali malati si preparino dei prodotti (prosciutti, salsiccia, insaccati, carne affumicata o salata, ecc.) che non implicano nessun tipo di trattamento termico con tutti i rischi che ne conseguono.

Va precisato che nonostante la cottura alcune zoonosi possono essere ugualmente trasmesse all’uomo a causa di errate manipolazioni delle carni (dissanguamento, eviscerazione, raffreddamento, ecc.), degli organi e degli utensili (coltelli, taglieri, ecc.) attraverso quella che viene definita “contaminazione crociata”.

Altre volte i cacciatori esperti notano delle anomalie nelle carni oppure negli organi di questi animali selvatici (muscoli con cisticerchi, cestodi nel tubo digerente, ecc.). In questi casi alcune volte, non sapendo come comportarsi, si decide di liberarsi della carcassa dell’animale che spesso è interrata in campagna oppure frazionata e in seguito gettata tra i rifiuti domestici.

Questo metodo di smaltimento della carcassa di animali selvatici non sani è corretto?

Secondo l’art. 8, lettera a), comma v) del Regolamento (CE) 1069/2009 gli “animali selvatici, se si sospetta che siano affetti da malat­tie trasmissibili all’uomo o agli animali” vengono classificati come “Materiali di Categoria 1” e secondo l’art. 12 (“Smaltimento e uso di materiali di Categoria 1”) i materiali di Categoria 1 devono essere:

a) smaltiti come rifiuti mediante incenerimento:

  1. i) direttamente, senza trasformazione preliminare; o
  2. ii) dopo la trasformazione, attraverso sterilizzazione sotto pressione se l’autorità competente lo richiede, e con mar­catura permanente del materiale risultante;

b) recuperati o smaltiti mediante coincenerimento, qualora i materiali di categoria 1 siano rifiuti:

  1. i) direttamente, senza trasformazione preliminare; o
  2. ii) dopo la trasformazione, attraverso sterilizzazione sotto pressione se l’autorità competente lo richiede, e con mar­catura permanente del materiale risultante;

c) smaltiti attraverso il processo di sterilizzazione sotto pres­sione, la marcatura permanente dei materiali risultanti e il sotterramento in una discarica autorizzata, se si tratta di materiali di categoria 1 diversi da quelli di cui all’articolo 8, lettera a), punti i) e ii);

d) smaltiti attraverso sotterramento in una discarica autorizzata, se si tratta di materiali di categoria 1 di cui all’articolo 8, let­tera f);

e) utilizzati come combustibile dopo la trasformazione o senza trasformazione preliminare; o

f) utilizzati per la fabbricazione di prodotti derivati di cui agli articoli 33, 34 e 36 e immessi sul mercato conformemente a tali articoli.

L’art. 19 (“Raccolta, trasporto e smaltimento”) del Reg. 1069/2009 prevede che:

  1. In deroga agli articoli 12, 13, 14 e 21, l’autorità competente può consentire lo smaltimento:

a) tramite sotterramento di animali da compagnia e di equidi morti;

b) attraverso incenerimento o sotterramento in loco o attra­verso altri mezzi, sotto controlli ufficiali al fine di prevenire la trasmissione di rischi per la salute pubblica e degli animali, dei materiali di categoria 1 di cui all’articolo 8, lettera a), punto v) e lettera b), punto ii), di materiali di categoria 2 e di categoria 3 in zone isolate;

c) attraverso incenerimento o sotterramento in loco o attra­verso altri mezzi, sotto controlli ufficiali al fine di prevenire la trasmissione di rischi per la salute pubblica e degli animali, dei materiali di categoria 1 di cui all’articolo 8, lettera b), punto ii), di materiali di categoria 2 e di categoria 3 in zone alle quali è praticamente impossibile accedere o alle quali è possibile accedere solo in condizioni, per motivi geografici o climatici o a causa di catastrofi naturali, che possono presen­tare rischi per la salute e la sicurezza del personale addetto alla raccolta o alle quali è possibile accedere solo impiegando mezzi di raccolta sproporzionati;

 … (Omissis) …

Le misure di attuazione del presente articolo sono stabilite

a) le condizioni volte a garantire il controllo dei rischi per la salute pubblica e degli animali in caso di combustione e sot­terramento in loco;

b) la percentuale massima della popolazione animale di cui al paragrafo 2;

c) il volume dei sottoprodotti di origine animale, in relazione alla natura delle attività e alle specie d’origine, come indicato al paragrafo 1, lettera d) e

d) l’elenco delle malattie di cui al paragrafo 1, lettera e).

 … (Omissis) …

Tale deroga è concessa per lo smaltimento in zone isolate o inaccessibili ai mezzi per la raccolta e dislocazione delle carcasse per il seguente smaltimento in impianti adatti alla Categoria 1.


© Produzione riservata
Dr. Luciano O. Atzori
Biologo - Esperto in Sicurezza degli Alimenti e in Tutela della Salute
Divulgatore Scientifico – Consulente agroalimentare

Dr.ssa Sabina Rubini
Biologa ed Esperta in Sicurezza degli Alimenti
Consulente Aziendale

Co-founder dello Studio ABR - www.alimentiesicurezza.it

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