Come evitare pericolose tossinfezioni in viaggio?

COME EVITARE PERICOLOSE TOSSINFEZIONI IN VIAGGIO?

Finalmente arrivano le tanto attese vacanze estive. Si prepara la valigia e con tanta gioia si parte alla scoperta di nuovi Paesi possibilmente da “assaporate” in pieno relax e gustando e sorseggiando nuovi cibi e bevande locali. Cosa c’è di più gradevole e rilassante? Eppure non sempre le cose vanno secondo i nostri programmi perché la vacanza dei sogni spesso si trasforma in un incubo a causa di un’intossicazione, infezione o tossinfezione alimentare (da Salmonella, Stafilococco, Escherichia coli, ecc.) che spesso sfociano nella cosiddetta “diarrea del viaggiatore”. Eppure tutto ciò lo si può evitare con dei semplici accorgimenti alimentari da applicare soprattutto se la nostra destinazione sono i Paesi asiatici, africani e del Sud America cioè Paesi esotici dove spesso l’igiene è scarsa.

Come comportarci in viaggio? Quali precauzioni dobbiamo prendere?

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Vediamo assieme al Dr. Luciano O. Atzori le

10 regole alimentari da applicare in viaggio:

A) non bere mai acqua servita in bicchieri e/o caraffe. In molti Paesi l’acqua che arriva nelle strutture ricettive (alberghi, ecc.), nelle attività di ristorazione (ristoranti, gastronomie, ecc.) e nelle abitazioni (quindi anche nelle case in affitto locate a turisti) non è potabile. Quindi bisogna dissetarsi esclusivamente attraverso acqua minerale che proviene da bottiglie sigillate e bisogna fare attenzione a che queste non vi vengano servite già aperte (vecchio espediente usato in alcuni bar, ristoranti e hotel per propinare dell’acqua non potabile come potabile). Gli abitanti locali, a differenza di noi turisti occidentali, hanno sviluppato nel tempo una sorta di immunità e resistenza, attraverso la produzione di anticorpi e un differente microbiota intestinale, verso molti microrganismi opportunisti e non (spesso sconosciuti al nostro corpo) quindi non facciamoci ingannare dal fatto che vediamo queste persone bere l’acqua locale. Ovviamente anche i denti dovrebbero essere lavati facendo uso di acqua confezionata o portata a ebollizione per qualche minuto;

B) appurato che spesso l’acqua non è potabile (cioè destinata al consumo umano) appare evidente che altrettanto spesso non lo è neanche il ghiaccio “alimentare”. Infatti, frequentemente viene preparato facendo uso di acqua non potabile. Quindi bisogna evitare di aggiungere ghiaccio alle bevande (cocktail e bibite). Pensare che le basse temperature, come quelle che si adoperano per ottenere il ghiaccio, siano un ottimo deterrente contro i microrganismi (cioè che possano distruggerli) è un pensiero molto errato! Infatti, molti batteri patogeni possono sopravvivere alle basse temperature e poi quando si trovano nella nostra fresca bibita, posso moltiplicarsi. È anche errato credere che l’alcool e l’anidride carbonica (cioè la CO2 che rende frizzante molte bibite) possano distruggere i microrganismi patogeni;

C) spesso nei Paesi tropicali ci viene proposta della frutta e degli ortaggi che non esistono nel nostro Paese. Queste prelibatezze, come la verdura, è meglio non mangiarle crude. Se proprio si vuole, si può assaporare la frutta sbucciandola ovviamente facendo uso di utensili adeguatamente puliti e con le mani non contaminate;

D) evitare di consumare il cosiddetto street food locale, spesso proposto e venduto ai bordi delle strade, anche se di bell’aspetto e invitante. Non conoscendo la qualità delle materie prime adoperate, delle tecniche di stoccaggio (spesso questi alimenti sono mantenuti per ore ad alte temperature) e di produzione (frequentemente sono prodotti fritti con oli esausti) è buona regola evitare l’esperienza gustativa e soprattutto le sue probabili conseguenze…

E) in molti Paesi tropicali si produce latte e i suoi derivati (formaggi, mozzarelle, ricotta, ecc.) facendo uso di latte non pastorizzato (cioè senza un adeguato trattamento termico di bonifica microbiologica). Quindi, se non si conosce il ciclo produttivo del latte e dei latticini e/o se non si hanno adeguate garanzie, è bene evitare il consumo di latte e dei suoi derivati, anche se dal bell'aspetto, in quanto potrebbero essere ottenuti da latte non pastorizzato;

F) evitare l’uso di condimenti e di salse (generalmente prodotti altamente deperibili) di cui disconosciamo la provenienza e soprattutto come vengono conservate (raramente a temperatura di refrigerazione cioè di +2/+4°C, ma spesso a temperatura ambiente);

G) evitare il consumo di carne, pesce, mitili (cozze, vongole, ostriche, ecc.) e uova crude in quanto tutti alimenti fortemente deperibili, quindi se mal conservati e preparati senza il rispetto delle norme igienico-sanitarie possono essere vettori di moltissimi microrganismi patogeni per l’uomo. Ovviamente non fatevi ingannare dall’eventuale macerazione in limone e/o in aceto poiché entrambi questi alimenti (cioè l’acido citrico del limone e l’acido acetico dell’aceto) non hanno potere battericida (cioè la capacità di distruggere i batteri), ma solo batteriostatico (vale a dire che rallentano solo la moltiplicazione dei microrganismi). È sempre bene consumare senza eccezione solo cibi cotti e, se serviti a buffet/self-service, questi devono essere mantenuti a una temperatura pari o superiore ai +60°/65°C

H) evitare il consumo di pesce, anche se cotto, qualora dovessimo avere dei dubbi sull’igiene del locale in cui ci viene proposto. Infatti, se i pesci sono conservati, anche se solo per poche ore, a temperatura ambiente tendono a formare una sostanza tossica per l’uomo (l’istamina) che non altera i caratteri organolettici del prodotto ittico (odore, colore e sapore) e soprattutto risulta essere termoresistente quindi non neutralizzabile con la cottura;

I) evitare il consumo dei prodotti confezionati “fatti in casa” in quanto potrebbero essere vettori di pericolose tossine botuliniche e quindi potrebbero farci contrarre il botulismo. All’interno di queste confezioni (a base di ortaggi, frutta, carne, pesce, ecc.) vi è un ambiente privo di ossigeno e spesso con un pH non acido (quindi neutro o leggermente basico), entrambi fattori che facilitano il passaggio delle eventuali spore del Clostridium botulinum nella forma vegetativa (cellula batterica) la quale, durante il suo ciclo vitale, è in grado di formare le pericolose tossine botuliniche;

J) sanificarsi spesso le mani, ma soprattutto prima di mangiare, possibilmente facendo uso di acqua tiepida e di sapone oppure, in alternativa, attraverso l’impiego di quei gel per l’igienizzazione delle mani, da usarsi senza acqua e salviette (perché evaporano completamente in poco tempo), contenenti del disinfettante (alcol, ecc.) ed emollienti che ne permettono un uso frequente senza disidratare, e quindi screpolare la pelle rendendola quindi più facilmente accessibile ai germi.

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Oltre ai consigli di cui sopra, prima di partire per i Paesi a rischio, è sempre bene:

  • informarsi sui principali rischi igienico-sanitari del Paese dove andremo in vacanza;
  • almeno qualche settimana prima della partenza è buona regola fare uso di integratori probiotici e prebiotici secondo le indicazioni e consigli del proprio medico;
  • mettere in valigia degli integratori di vitamine e sali minerali (utili per ripristinare le carenze di queste sostanze che si verificano durante gli alterati equilibri della flora microbica intestinale), di probiotici e dei farmaci contro le tossinfezioni alimentari da viaggi (antibiotici o antimicrobici intestinali indicati contro le infezioni intestinali sostenute da batteri gram-positivi e gram-negativi) in modo tale che se dovessero servire abbiamo tutto già con noi senza dover effettuare rocambolesche ricerche per reperire quanto ci serve.

Per l’indicazione delle sostanze sopra elencate è sempre buona regola farsi consigliare dal proprio medico.

Qualora si dovessero verificare i tipici sintomi delle “malattie alimentari da viaggio” (dolori addominali, nausea, vomiti, diarrea, cefalea, febbre, ecc.) è meglio adottare una dieta a base di alimenti che ci permettano un veloce ripristino delle condizioni salutari (pane tostato, riso, carne bollita, mele, ecc.). In caso di sintomatologia fortemente acuta e/o che non tende ad attenuarsi è sempre bene farsi controllare da personale medico. Durante questi viaggi a rischio igienico-alimentare bisogna fare particolare attenzione all’alimentazione dei bambini, degli anziani, dei defedati e delle donne in gravidanza in quanto tutti soggetti particolarmente a rischio di disidratazione per diarrea e/o vomiti.


© Produzione riservata

Dr. Luciano O. Atzori
Biologo - Esperto in Sicurezza degli Alimenti e in Tutela della Salute
Divulgatore Scientifico

Co-founder dello Studio ABR  -  www.alimentiesicurezza.it

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