Diossine negli alimenti. Livelli troppo alti

Diossine negli alimenti. Livelli troppo alti

di Elga Baviera

Sembrano lontani gli anni '90 quando gli scandali nel settore alimentare, dalla mucca pazza ai polli alla diossina, scuotendo l'opinione pubblica avevano rappresentato per i i produttori di alimenti e mangimi un inizio di cambiamenti radicali che avrebbero portato ad un'evoluzione ed armonizzazione della legislazione comunitaria.

La politica alimentare ha dovuto affrontare nuove emergenze con un nuovo e più integrato approccio, volto sostanzialmente a garantire la sicurezza alimentare FROM FARM TO FORK, identificare e rintracciare rapidamente i prodotti non conformi, andando a colmare quello che si presentò all'epoca della crisi, come un vero e proprio vuoto normativo.

Quindi garantire la sicurezza alimentare significa garantire l’igiene dei prodotti alimentari e dei mangimi, lungo l’intera filiera di produzione coinvolta.

Da allora l'attenzione non si è mai abbassata, anzi la normativa si è evoluta a partire dal Regolamento 178/2002 che ha posto le basi di una serie di importanti adempimenti che vanno dalla responsabilità dell'OSA (Operatore del Settore Alimentare), all'obbligatorietà della rintracciabilità, all'istituzione del RASFF (sistema di allarme rapido) fino all'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) che "offre consulenza scientifica e assistenza scientifica e tecnica per la normativa e le politiche della Comunità in tutti i campi che hanno un'incidenza diretta o indiretta sulla sicurezza degli alimenti e dei mangimi. Essa fornisce informazioni indipendenti su tutte le materie che rientrano in detti campi e comunica i rischi".

Proprio recentemente l'EFSA "ha confermato le conclusioni di valutazioni precedenti secondo cui l'esposizione alimentare a diossine e PCB (policlorobifenili) diossina-simili (inquinanti ambientali presenti a bassi livelli in alimenti e mangimi) costituisce un problema per la salute. I dati pervenuti da Paesi europei indicano un superamento del nuovo livello EFSA di assunzione tollerabile in tutte le fasce d’età".

Il termine "diossina" si riferisce ad un gruppo di oltre 200 composti chimici aromatici policlorurati, inodori, termostabili, insolubili in acqua e fortemente liposolubili. Il capostipite è la tetraclorodibenzodiossina, incolore e inodore (TCDD) mentre il “PCB” è l’abbreviazione di policlorobifenili caratterizzati da bassa solubilità in acqua ed elevata lipofilicità che ne favorisce la persistenza e il bioaccumulo nell'ambiente. Si tratta di composti che per la loro tossicità nei confronti dell’uomo e dell’ambiente sono considerati tra gli inquinanti più pericolosi.

Gli studi hanno stabilito una nuova dose di assunzione settimanale tollerabile (DST) per diossine e PCB diossina-simili negli alimenti di 2 picogrammi per chilogrammo di peso corporeo, sette volte inferiore alla precedente. I motivi principali che hanno indotto tale ulteriore riduzione sono dovuti alla "disponibilità di nuovi dati epidemiologici e sperimentali da animali circa la tossicità di queste sostanze e la disponibilità di tecniche di modellazione più precise per prevederne i livelli di accumulo nell'organismo umano nel corso del tempo”.


© Produzione riservata

Dr.ssa Elga Baviera
Biologa - Esperta in Sicurezza degli Alimenti 
Co-founder dello Studio ABR  -  www.alimentiesicurezza.it

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