Adesso anche la linfa delle piante…

Tanti anni fa un “certo” Paracelso (medico, alchimista e astrologo svizzero) disse “nel mondo c’è un ordine naturale di farmacie, poiché tutti i prati e pascoli, tutte le montagne e colline sono farmacie” per far capire che nelle piante ci sono infinite sostanze che agiscono sul corpo umano quasi come dei farmaci. Intorno al 1500 non si conoscevano le vitamine, molti sali minerali e soprattutto gli antiossidanti eppure Paracelso intuì la presenza nel regno vegetale di un qualcosa che faceva sicuramente bene.
Negli anni le intuizioni di Paracelso furono convalidate da infiniti studi, ma attualmente si sta assistendo ad un fenomeno inarrestabile infatti, di giorno in giorno “si scopre” che quasi ogni vegetale possiede proprietà pressoché miracolose rendendo queste piante o parti di loro (radici, foglie, frutti, ecc.) di moda (moltissime persone vogliono consumare queste “panacee di lunga vita”) ed ovviamente c’è subito chi confeziona e mette in commercio queste “rimedi universali” facendo soldi a palate…

Sicuramente il mondo vegetale è ricco di importanti sostanze utilissime per la nostra salute, ma che ogni pianta o parte di essa sia quasi “miracolosa” è tutta un’altra faccenda lo dimostra il fatto che queste nuove proprietà al limite del farmacologico spesso non sono dimostrate da lunghi e seri studi sull’uomo.
Sicuro è invece che questi “nuovi” vegetali diventano di moda tra lo star system americano e che successivamente molte persone le vogliono assumere alimentando un business che non conosce sosta, quello dei “super cibi” che curano di tutto e che promettono una lunga vita… sicuramente a chi li produce e commercializza!
In alcuni ambienti le bacche di goji, i semi di chia, l’avocado, lo zenzero, la curcuma e tante altri vegetali, che sino a “ieri” erano dei toccasana, attualmente sono considerati “superati” insomma “old fashion”… perché anche nel cibo c’è la moda!
Adesso è il turno dell’acqua di piante cioè dei drink a base di linfa, si proprio bevande a base di quel liquido, dalla composizione variabile, che scorre nei vasi vegetali delle piante. Come ben sanno i botanici la linfa può essere “grezza” (o xilematica) se sale dalle radici verso l’apparato fogliare portando con se soprattutto acqua e sali minerali oppure “elaborata” (o floematica) se si sposta dalle foglie verso più direzioni della pianta trasportando acqua, saccarosio, sali minerali, ormoni vegetali, aminoacidi, ecc. Visti i benefici che si associano a questi drink sicuramente saranno a base della cosiddetta linfa elaborata.
Questa nuova tendenza alimentare negli Stati Uniti è chiamata “Plant Waters” e già ha oscurato, facendoli apparire “out” (cioè “antiquati”), il succo di aloe e l’acqua di cocco sino a “ieri” in pieno auge.

Tra i plant waters quelli che stanno avendo più popolarità sono le bevande a base di betulla e di acero.

La linfa di betulla concentrata (albero molto diffuso nelle Alpi e nei Paesi nordici caratterizzato da altezze importanti e da una corteccia biancastra), rigorosamente biologica, viene proposta pura, frizzante e in tanti sapori (mango, mirtillo, ibisco, limone, ciliegia, ecc.) derivanti dall'aggiunta di aromi naturali. A questa bevanda ricca in xilitolo (zucchero naturale), betulina, tannini, silicio e oli essenziali si attribuiscono elevate proprietà idratanti dovute alla presenza di molti elettroliti (tra cui emerge il potassio), proprietà antiossidanti (per la presenza di flavonoidi), diuretiche (quindi agirebbe sull'eliminazione di tossine nocive, dell’acido urico e avrebbe un’azione positiva nel contrastare la cellulite), pare che neutralizzi i rifiuti tossici facilitando la disintossicazione del fegato (grazie alla presenza di un agente disintossicante), che promuova la salute del rene, che contribuisca all'abbassamento del colesterolo (grazie ad una saponina), pare che migliori lo stato della pelle (contrastando lo stress ossidativo da raggi UV e i danni derivanti dall'inquinamento ambientale) e che aiuti a rilassare la mente. Insomma l’acqua di betulla è una sorta di drenante (contro la ritenzione idrica), disintossicante, depurativo e alcalinizzante in grado di fortificare l’organismo.
Quest’acqua viene sconsigliata in caso di specifiche allergie (es. ai salicilati), durante la gravidanza, allattamento e quando si assumono alcuni farmaci ipotensivi, barbiturici e anticoagulanti.
La linfa viene estratta dagli alberi delle foreste finlandesi nell’arco di un solo mese all’anno (sempre durante la primavera) rendendo questa bevanda ancora più “speciale” e per pochi.
Un’altra bevanda che sta conoscendo popolarità è l’acqua di acero particolarmente ricca di minerali (soprattutto di calcio e manganese) e vitamine e con un piccolo apporto calorico.

Senza togliere niente alle presunte o certe proprietà di queste bevande viene naturale domandarsi come facevano i nostri nonni e bisnonni a campare tanti anni e bene senza aver mai conosciuto queste panacee miracolose. Sarà forse che nella vastissima biodiversità animale e vegetale delle nostre terre c’è già tutto quello che ci serve? Sarà che i nostri avi facevano una vita senza eccessi dettata da un’alimentazione varia ed equilibrata conducendo uno stile di vita ottimale (es. molto movimento fisico)? Tutto ciò ha un nome… Dieta Mediterranea, dieta riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità!

Ricordo ancora mio nonno, che dopo una dura giornata in campagna, si sedeva a tavola consumando moderatamente svariati legumi (soprattutto ceci, fagioli, fave e lenticchie), cereali integrali (farro, orzo, avena, riso e segale), ortaggi crudi (broccoli, cavoli, carote, cipolle, ravanelli, ecc.), frutti di stagione (es. arance rosse, cocomeri, melograni, semi oleosi, frutta secca) tipici dei nostri territori e qualche volta carne o pesce accompagnati da un bicchiere di vino rosso e da qualche condimento (soprattutto erbe aromatiche e olio extra vergine di oliva).
Bei tempi quelli dove la moda esisteva solo nell’abbigliamento!

Continuando di questo passo si arriverà a scoprire che moltissime erbe infestanti (caratterizzate dall’essere molto resistenti e dall’attecchire facilmente in qualsiasi tipo di terreno producendo un complesso di radici attraverso le quali sottraggono alimento alle piante coltivate) fanno tanto, ma tanto bene all’uomo e chissà si arriverà al paradosso di coltivarle prima che qualcuno, dopo parecchi anni, ci dimostri scientificamente, non a parole, che le sostanze estratte da questi vegetali sono solo dissetanti, diuretiche e buone al palato!

Nel frattempo buon drink a tutti…


© Produzione riservata
Dr. Luciano O. Atzori

Biologo - Esperto in Sicurezza degli Alimenti e in Tutela della Salute
Divulgatore Scientifico
Studio ABR  -  www.alimentiesicurezza.it

Seguici su Facebook e Twitter

I commenti sono chiusi

Shares