Ragazzi, attenti allo iodio: così pesce e sale aiutano la tiroide

Una ricerca nazionale pubblicata sull'American Journal Clinical Nutrition rivela che su 1270 giovani quasi la metà ha un inadeguato apporto. La carenza soprattutto nelle donne. Per questo "bisogna assumere pesce due volte alla settimana e sale solo iodato"

Nonostante da 14 anni sia stato varato il programma nazionale di iodoprofilassi, e nonostante la soddisfazione per i risultati "positivi" espressi anche in occasione della Settimana Mondiale della Tiroide una estesa e approfondita ricerca nazionale appena pubblicata sull'American Journal Clinical Nutrition sembra contraddire questa visione ottimistica. Quasi la metà degli adolescenti maschi e ben oltre la metà delle ragazzine risulta avere carenze di iodio. Si tratta del primo studio a livello nazionale (10 Regioni coinvolte) che non si basa solo sulla concentrazione di iodio nell'urina (UIC), la classica misurazione per campione, ma controlla e valuta nelle 24 ore l'eliminazione dello iodio nelle urine (UIE): una metodologia molto più accurata.

La ricerca

L'università di Foggia (Pediatria, professor Angelo Campanozzi) capofila di vari gruppi di ricerca di ospedali e atenei italiani (Torino, Pescara, Modena, Napoli, Catanzaro, Insubria, Pisa, Ancona, Roma, Bari, Varese, Cava dei Tirreni, Perugia, San Giovanni Rotondo) con la collaborazione sul protocollo di ricerca, oltre che alla valutazione dei risultati, dell'endocrinologo Gianpaolo De Filippo dalla Francia (Hôpitaux de Paris, Hôpital Bicêtre) ha analizzato 1270 ragazzi/e tra i 6 e i 18 anni. Quasi la metà (47,2%) risulta avere un'inadeguato apporto di iodio che è più preoccupante tra le ragazze (54,6%) … continua a leggere l'articolo su repubblica.it


Fonte - www.repubblica.it

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