In Polonia mucche malate uccise per produrre carne


In Polonia mucche malate uccise per produrre carne (che potrebbe arrivare anche in Italia)

Scandalo dopo che un'inchiesta giornalistica grazie a telecamere nascoste ha mostrato animali che non riescono nemmeno a stare in piedi mandati al macello.
In Polonia è scoppiato uno scandalo che mette in dubbio la qualità negli allevamenti di quello che è uno dei principali esportatori di carne d'Europa e che vende i suoi prodotti anche in Italia. Un'inchiesta del programma Superwizjer di TVN24, ha mostrato come in un allevamento del Paese delle mucche palesemente malate venissero macellate come se niente fosse. L'uccisione degli animali avveniva senza alcuna supervisione da parte di veterinari che potessero assicurare lo stato di salute delle bestie. Il giornalista Patryk Szczepaniak ha lavorato nel macello per tre mesi indossando una telecamera nascosta, e ha mostrato come le carcasse di animali in condizioni pessime fossero contrassegnati come sicure e inviati alla macellazione.
I filmati sotto copertura mostrano mucche estremamente malate che vengono introdotte di nascosto in un macello della regione di Mazovia. Alcune sono così malconce che non riescono a stare in piedi e vengono trascinate fuori dai camion e nel macello usando un argano, con corde legate intorno alle corna o alle gambe. I lavoratori sembrano rimuovere le prove delle malattie come piaghe da decubito che indicano che gli animali sono rimasti distesi per giorni. "I miei supervisori mi hanno ordinato di contrassegnare la carne come sana e fondamentalmente di renderla accettabile. È stato orribile. L'odore di carne putrefatta faceva vomitare”, ha raccontato il giornalista come riporta il Guardian. "I veterinari avrebbero dovrebbero essere lì prima, durante e dopo le uccisioni, ma in quasi tre settimane di lavoro nel macello ho visto il veterinario solo al mattino mentre si prendeva cura delle carte e esaminava brevemente le teste delle mucche" ha raccontato denunciando: “Sulla carta tutto andava bene, ma in realtà era un disastro"...continua a leggere su agrifoodtoday.it


Fonte - www.agrifoodtoday.it

Seguici su Facebook e Twitter

I commenti sono chiusi