Se a tavola evitate i grassi avrete una vita più lunga

Studio dei ricercatori di Harvard su 126 mila pazienti nell’arco di 30 anni

Per chi se ne intende, non è una novità. Ma viste le comunicazioni divergenti giunte a più riprese negli ultimi mesi, il messaggio punta a fare chiarezza tra i consumatori. Coi grassi, a tavola, è meglio non esagerare. Chi ne mangia troppi corre un rischio più alto di morire anzitempo, rispetto a chi dà più spazio nella dieta ai carboidrati e alle proteine.

UN’EVIDENZA SENZA PRECEDENTI

La conferma dell’evidenza scientifica che medici e nutrizionisti condividono già da quattro decenni giunge da uno studio condotto dai ricercatori del dipartimento di salute pubblica dell’Università di Harvard e pubblicato sulle colonne della rivista «Jama Internal Medicine». Secondo gli autori, si tratta «dell’indagine più dettagliata condotta finora per valutare l’effetto che i diversi tipi di grassi hanno sulla salute».
Qualche dubbio in realtà ancora rimane, visto che l’attuale diatriba è dovuta principalmente all’assenza di studi comparativi circa l’effetto sulla salute del burro e dell’olio extravergine di oliva: per portare l’esempio più calzante. Oltre 126mila (83mila donne e 43mila uomini) le persone sane che hanno preso parte alla ricerca e sono state osservate per tre decenni, con controlli dietetici a cadenza biennale o quadriennale. Obiettivo: fare chiarezza sull’azione nociva dei grassi per l’uomo. Se diversi studi avevano finora mostrato un aumentato rischio di sviluppare malattie cardiovascolari da parte chi seguiva una dieta squilibrata, nessuno finora aveva correlato il consumo di grassi direttamente ai tassi di mortalità. È su questo punto che l’ultima ricerca ha fatto chiarezza.
Al crescere del due per cento del consumo di alimenti ricchi di grassi saturi e trans, principalmente di origine animale ma anche quelli realizzati con alcuni oli vegetali, è risultata aumentare del sedici per cento la probabilità di morire anzitempo.


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