Etichette benessere animale, CIWF e Legambiente: possono essere ingannevoli. Petizione al Mipaaf e al Minsalute

“Benessere animale”, “Fresco di allevamento”, “Genuino”, “100% naturale”. Sempre più prodotti di origine animale riportano indicazioni di questo tipo. Ma ci si può davvero fidare? CIWF e Legambiente si dicono preoccupate del fatto che indicazioni di questo tipo possono trarre in inganno i consumatori.Le due associazioni lanciano una petizione al Ministro delle politiche agricole, Gian Marco Centinaio, e della Salute, Giulia Grillo, per avviare al più presto un processo per la definizione di un’etichettatura volontaria secondo il metodo di allevamento che garantisca ai consumatori la possibilità di fare acquisti consapevoli.

Il claim “benessere animale”, in particolare, non dà nessuna informazione sul metodo di allevamento. Sapere se un animale è stato allevato in gabbia, in capannoni al chiuso o all’aperto è invece fondamentale, anche per capire il reale potenziale di benessere in cui è stato allevato un animale. A meno che non sia accompagnato da specifiche informazioni, il claim benessere animale può essere riferito indifferentemente a un animale allevato in gabbia, al chiuso o all’aperto. In altri termini, il claim “benessere animale” può essere applicato anche a prodotti provenienti da allevamenti intensivi rendendoli indistinguibili, ad esempio, dai prodotti provenienti da allevamenti all’aperto …. continua a leggere l'articolo su http://www.sivempveneto.it


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