Prodotto biologico? E se fosse falso?

La domanda sorge spontanea: “E se l’etichetta fosse falsa?”.

Di fronte a questa ipotesi cade ogni certezza, perché se la confezione rispetta tutti i requisiti di legge (almeno in apparenza) diventa complicato andare oltre le varie attestazioni aziendali.
• Raccomanda Atzori: “Frutta e verdura biologiche non possono essere belle, lucide e prive di imperfezioni come quelle convenzionali: è la garanzia di una produzione che avviene secondo natura e rinuncia a tutti quei ritrovati moderni in grado di aumentare quantità e qualità”.

Eppure, quelle stesse irregolarità rappresentano un limite sia per la fornitura all’interno della grande distribuzione sia per molti consumatori. “Il vero problema è che la richiesta di alimenti bio cresce sull’onda dell’emotività e non per una reale conoscenza del metodo di cottura, consentendo quindi una serie di speculazioni da parte dei produttori disonesti”.

Il consumatore deve comprendere che il biologico non è un’attestazione di qualità, né di particolari proprietà salutistiche, antiossidanti o vitaminiche del cibo, ma semplicemente il risultato di un lungo e complesso iter che esclude l’utilizzo di sostanze chimiche nella coltivazione (antiparassitari, diserbanti, fertilizzanti chimici, anticrittogamici), evita lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali (suolo, acqua e aria) e predilige lavorazioni naturali che preservano i principi nutritivi.


Fonte - www.alimentazionesana.info

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