Quanto sappiamo sugli Omega-3?

Come tutti sanno i pesci sono generalmente molto ricchi di Omega-3. Con questa dicitura si intendono una categoria di acidi grassi polinsaturi essenziali (come anche gli Omega-6), indispensabili per il corretto funzionamento dell'organismo. I principali acidi grassi del gruppo Omega-3 sono:

• L’acido eicosapentaenoico (EPA);
• L’acido docosaesaenoico (DHA).

Gli acidi EPA e DHA possono essere sintetizzati in piccolissime quantità dall'organismo umano a partire dall'acido ALA da qui l’espressione “essenziali”, poiché, considerata la quasi impossibilità dell'organismo di sintetizzarli, devono obbligatoriamente essere introdotti con la dieta. Le principali fonti dietetiche di Omega-3 sono il Pesce dei mari freddi conosciuto come “pesce azzurro”, l’Olio di pesce, i Crostacei (tutte fonti di EPA e DHA), le Noci e gli Oli vegetali come l’olio di lino (fonti di ALA).
Gli Omega-3 abbassano i livelli plasmatici di trigliceridi per questo motivo sono dotati di un'importante azione antitrombotica (infatti livelli alti di trigliceridi nel sangue – ipertrigliceridemia - riducono il processo di fibrinolisi, rappresentante lo scioglimento dei coaguli intra-vasali) che si accompagna ad un abbassamento del rischio di patologie cardiovascolari.
Si può affermare che nell’ultimo decennio a seguito dei benefici, più o meno lecitamente attribuiti agli Omega-3 (oltre all’azione sui trigliceridi anche il miglioramento della concentrazione, dell’umore e delle funzioni cognitive), attraverso la tv e i giornali, gli esperti della nutrizione hanno costantemente rimarcato l’importanza di un regolare apporto di Omega-3 e quindi degli alimenti che li contengono (soprattutto pesci).
Dimostrazione di ciò è il fatto che in Italia molti farmaci a base di Omega-3 sono mutuabili.
A seguito delle mutate abitudini alimentari (soprattutto il ridotto consumo di pesce quale il Salmone, lo Sgombro e le Aringhe) una fetta cospicua della popolazione si ritrova con valori di EPA e di DHA sotto i livelli consigliati quindi consapevole di ciò ed incuriosita dai pareri espressi dagli esperti di nutrizione oltre che “ammaliata” dall’incessante pubblicità di integratori alimentari contenenti Omega-3 è indotta all’acquisto di questi composti (spesso formulazioni di Omega-3 associate a Omega-6 e/o con vitamine e sali minerali) determinando una crescita esponenziale del consumo di questi acidi grassi.
Lasciando ai ricercatori Nutrizionisti l’arduo compito di determinare le reali funzioni e i dosaggi degli Omega-3, in questo contesto, visto il crescente consumo di integratori alimentari a base di EPA e DHA, mi interessa evidenziare le problematiche igienico-sanitarie correlate ad un consumo “male informato” di questi composti.
Tutti sanno che questi integratori alimentari si ricavano per lo più dall’olio estratto dai pesci che viene concentrato e racchiuso in capsule di gelatina, ma in pochissimi sanno che sempre più spesso l’olio di pesce è ricco di metalli pesanti (soprattutto di Mercurio) e di sostanze tossiche (es. Diossine e PCB). Questo problema risulta più frequente quando l’olio si estrae da pesci di medie-grandi dimensioni e quindi al vertice della catena alimentare.
La presenza di queste sostanze nocive nei pesci è dovuta all’incessante inquinamento degli ecosistemi acquatici il quale genera soprattutto fenomeni di bioconcentrazione (concentrazione di sostanze tossiche nel corpo di un organismo vivente) e di biomagnificazione (accumulo attraverso la catena trofica).
Appare evidente che risulta preferibile assumere integratori di olio di pesce concentrato (cioè con alti dosaggi di EPA e di DHA, in genere superiore al 60%, e con un ottimale rapporto tra questi: 2:1), stabile nel tempo e soprattutto ottenuti tramite processi di purificazione avanzata (distillazione molecolare multipla) che garantiscono l’assenza di metalli pesanti (es. Hg) e di diossine. La maggior parte degli integratori di Omega-3 commercializzati sono ottenuti per semplice distillazione quindi potrebbero contenere sostante tossiche di conseguenza per poter fare una scelta oculata cioè scevra di insidie bisognerebbe, prima dell’acquisto (che di norma avviene nei supermercati, nelle farmacie e nelle erboristerie), leggere sempre l’etichetta per vedere se il prodotto è certificato IFOS (International Fish Oil Standard). L’IFOS (www.ifosprogram.com) è un ente indipendente (con sede presso l’University of Guelph (Canada), riconosciuto a livello internazionale, il quale analizza la qualità dei prodotti e attesta, quindi garantisce, l’elevato standard qualitativo degli integratori alimentari contenenti Omega-3 attraverso l’adozione di criteri definiti dalla WHO (Organizzazione Mondiale della Sanità) e dal Council for Responsible Nutrition (CNR). Questa certificazione IFOS garantisce l’adesione ad uno standard volontario molto severo accessibile solo a poche aziende e quindi riscontrabile solo sui migliori prodotti commercializzati.
L’integratore alimentare certificato IFOS è sicuramente ultrapurificato (in pratica quasi puro a seguito della distillazione molecolare multipla) di conseguenza esente da rischi igienico-sanitari soprattutto se con un punteggio pari a 5. Infatti, a seguito dei risultati dei test analitici, l’IFOS assegna un punteggio ad ogni lotto di produzione degli integratori alimentari contenenti Omega-3. Questo punteggio va da 0 a 5 e viene pubblicato sul sito IFOS in modo tale che tutti possano verificare il valore ottenuto in ogni lotto di ogni azienda che produce integratori di Omega-3. Se qualche azienda non appare in questi elenchi vuol significare che ha deciso di non sottoporre il proprio integratore ai severi controlli IFOS presumibilmente in quanto conscia dei risultati ottenibili. Alcune aziende invece fanno analizzare solo alcuni lotti di produzione dei propri integratori contenenti Omega-3 quindi in questo caso non basta leggere sull’etichetta del prodotto che l’azienda certifica i propri integratori attraverso l’IFOS, ma per non correre rischi bisognerebbe verificare sul sito IFOS se quel particolare lotto in vendita sia stato realmente analizzato, quindi certificato e con quale punteggio.
In conclusione l’acquisto di integratori di Omega-3 non è semplice se si vogliono avere garanzie igienico-sanitarie, e come sempre l’arma vincente risulta essere la corretta informazione!


© Produzione riservata

Prof. Luciano O. Atzori

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