Luciano Oscar Atzori, cibo sicuro o a rischio?

Dai cocktail al pesce, alle padelle, ecco le precauzioni da prendere a tavola secondo Luciano Oscar Atzori, biologo, esperto in sicurezza degli alimenti

Biologo, specialista nel settore idrico e ambientale, Luciano Oscar Atzori è esperto di sicurezza alimentare e in materia svolge da anni consulenze tecnico-scientifiche e giuridico-legali nonché corsi di formazione per enti pubblici e aziende private. È autore di numerose pubblicazioni e con un pool di biologi ha creato un sito a scopo divulgativo, per tutti coloro che vogliono diventare consumatori consapevoli. In qualità di profondo conoscitore del settore, è spesso chiamato a partecipare a diversi programmi sulle principali reti televisive nazionali. Lo abbiamo sentito prendendo spunto dal recente dossier Coldiretti sui prodotti più a rischio di contaminazione.

Coldiretti ha recentemente stilato una black list dei cibi che risultano più contaminati da residui chimici: sono tutti di provenienza extra Ue. È un caso?

«Il dossier Coldiretti è una semplice ed efficace rielaborazione dei dati del Rasff, il Sistema di allerta rapido europeo: una selezione delle allerte, delle informazioni e dei respingimenti alla frontiera. Che dall’estero, e specialmente dalla Cina, arrivino spesso alimenti non a norma Ue è indiscutibile. Va detto però che questi prodotti sono stati individuati, bloccati e messi in sicurezza, per esempio con il ritiro dal mercato, il sequestro, la distruzione: quindi non sono arrivati nelle nostre tavole. La ricerca ha poi considerato solo la produzione vegetale, nulla dice su quella animale (carne, pesci, latte e derivati). Se lo studio fosse stato ampliato anche al settore ittico sarebbe emerso che molto del pesce che arriva dalla Spagna, per esempio, è bloccato dal Rasff per presenza di metalli come cadmio o mercurio. Le frodi, inoltre, avvengono puntualmente anche a casa nostra: solo se andiamo a vedere la cronaca delle ultime settimane, sono emersi casi di olio extravergine di oliva contraffatto e di olive colorate».

Dove si annidano i maggiori rischi per la sicurezza alimentare?

«Nell’ortofrutta dobbiamo fidarci dell’attività degli organi controllo che sono anche tanti, Asl, Nas, Nac, lspettorato centrale repressione frodi, Forestale, eccetera. Per gli altri settori il consumatore può difendersi leggendo e interpretando le etichette e facendo acquisti consapevoli. Un esempio può essere il consumo dei würstel industriali, specialmente quelli venduti come prodotti leggeri (“light”), in quanto costituiti da carne bianca (pollo o tacchino). Nella stragrande maggioranza dei casi è carne Csm (Carne Separata Meccanicamente) cioè il derivato della carcassa animale (ossi, tendini e la pochissima carne che rimane) dopo che una specifica macchina la trasforma in poltiglia. Insomma, quello che dovrebbe essere un rifiuto, uno scarto di produzione, da smaltire in quanto tale, diventa invece un “bene alimentare” venduto a un prezzo esagerato rispetto al reale valore commerciale. Oltre a ciò la maggior parte dei würstel sono ricchissimi di acidi grassi saturi, colesterolo, sale o glutammato monosodico. Senza dimenticare poi i nitrati ...


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