Libro degli ingredienti, un’arma per il consumatore

LIBRO DEGLI INGREDIENTI, UN’ARMA PER IL CONSUMATORE

 

Chiedendo il Cartello unico degli ingredienti si scopre che la presunta qualità di prodotti di gelaterie, pasticcerie, panetterie e gastronomie lascia spesso a desiderare

Gelati artigianali. Brioche vegane. Pizze con farina di grani antichi. Quante volte, girando tra gelaterie, pasticcerie, panetterie e gastronomie, ci troviamo di fronte a prodotti promettenti sulla base di presunti ingredienti naturali o di maggiore qualità. Sarà vero? Un modo per controllare se quanto annunciato corrisponda a verità, è chiedere di visionare il Cartello unico degli ingredienti dei prodotti venduti allo stato sfuso.

Il documento deve essere visibile al pubblico e informare su sostanze che possono determinare allergie o intolleranze

Il documento è previsto da una normativa nazionale (decreto ministeriale 20/12/1994, in applicazione dell’articolo 16 del decreto legislativo 109/92). Questa è stata poi integrata da un Regolamento europeo (numero 1169 del 2011 che disciplina anche i ristoranti) in materia di informazione sugli alimenti al consumatore, recepito dall'Italia nel 2014 per le disposizioni sull'etichettatura e nel 2016 per le informazioni nutrizionali.

Nel Cartello unico degli ingredienti devono essere indicati tutti gli ingredienti ed evidenziati quali di questi sono allergeni. Per prova, abbiamo chiesto e visionato questo documento in una pasticceria dell’hinterland milanese per capire la reale qualità degli ingredienti delle brioche. Alla voce «croissant vegano integrale al miele», scopriamo che il primo ingrediente è la farina di frumento 00. E qui già le cose non quadrano: se è integrale come fa a contenere farina raffinata?......

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