INTEGRATORI ALIMENTARI: li impieghiamo sempre in modo corretto?

INTEGRATORI ALIMENTARI:

LI IMPIEGHIAMO SEMPRE IN MODO CORRETTO?

di Elga Baviera

L’aumento dell’aspettativa di vita e dell’età media della popolazione, il crescente interesse verso il benessere generale derivante da uno stile di vita sano, attività fisica costante e corretta alimentazione, hanno destato una profonda attenzione nella popolazione e in modo particolare verso i cibi o alimenti funzionali e gli integratori alimentari (IA).

Recentemente è stato introdotto un termine per descrivere gli alimenti con ulteriori benefici per la salute, sono i cosiddetti "supercibi" o “superfood”, molto alla moda e per i quali, ad oggi, non esiste una definizione generalmente accettata. Si tratta di alimenti che contengono molecole bioattive che possono risultare utili nella prevenzione di alcune malattie. Alimenti esotici e spesso costosi, di cui fino a qualche tempo fa non se ne conosceva nemmeno l’esistenza, ma sapientemente e periodicamente riportati alla ribalta dalla starlette di turno! Un consumo di superalimenti molto diffuso specialmente tra i gruppi socioeconomici più elevati.

Argomento interessante, quello dei superfood, “panacea di tutti i mali” …. di cui tratterò a breve, in questo articolo si vuole invece affrontare a grandi linee l’argomento complesso e spesso dibattuto degli integratori alimentari.

L’integratore alimentare è caratterizzato da una concentrazione di sostanze particolari atte a favorire il mantenimento di un buono stato di salute. Vi sono quelli per il tono e il rinforzo, accanto ad essi quelli nati e sviluppati per esigenze legate a disturbi specifici o alla prevenzione. Più in generale le Linee Guida (LG) ministeriali li struttura in:

  • vitamine e minerali, dove sono indicati i livelli massimi di apporto consentiti;
  • probiotici e prebiotici, dove sono riportate specifiche disposizioni per tali sostanze ad effetto “fisiologico”;
  • altre sostanze ad effetto nutritivo o fisiologico, dove sono ricondotte varie disposizioni per altri nutrienti e altre sostanze ad effetto nutritivo o fisiologico, diverse dai botanicals.

Diversi studi scientifici hanno dimostrato come un’alimentazione corretta ed equilibrata possa promuovere e mantenere una condizione di benessere psico-fisico generale, “mens sana in corpore sano” scriveva Giovenale nel suo Saturae. Ove ciò non sia possibile, per una moltitudine di cause, ecco che vengono in aiuto gli integratori alimentari per il cui corretto uso sarebbe sempre auspicabile il consiglio del medico di fiducia che individuerà la problematica e la soluzione migliore.

Gli integratori alimentari sono definiti come: “prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare, ma non in via esclusiva, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti che pluricomposti, in forme predosate”. Questa definizione è contenuta nell’articolo 2 del D. Lgs. 169/2004 attuazione della Direttiva 2002/46/CE e i livelli di vitamine, minerali e delle altre sostanze sono definiti dalle Linee Guida sugli integratori alimentari pubblicate dal Ministero della salute (articolo 5 del D. Lgs. 169/2004).

Vengono commercializzati generalmente sotto forma di compresse, capsule o bustine e il loro uso equilibrato può contribuire a favorire uno stato di benessere generale. I prodotti che superano la procedura di notifica al Ministero della Salute, che ne valuta la conformità alla normativa vigente, sono inclusi in un Registro, aggiornato periodicamente, con uno specifico codice i cui estremi possono, a facoltà dell’impresa, essere citati nella stessa etichetta.

Affinché una sostanza possa essere usata in un integratore è necessario che se ne sia fatto un consumo significativo che ne provi la sicurezza, diversamente si parlerà di “nuovo ingrediente o un nuovo prodotto alimentare” (novel food) - Regolamento 258/97 (CE) - il cui impiego nel campo degli integratori richiede una preventiva autorizzazione a livello europeo.

Le vitamine e i minerali che possono essere aggiunti agli alimenti, compresi gli integratori alimentari, sono stabiliti dal Regolamento 1170/2009 che sostituisce gli Allegati I e II della direttiva 2002/46/CE.

Per quanto concerne l’uso di sostanze vegetali negli integratori alimentari si fa riferimento al DM 9 luglio 2012, modificato nell’Allegato I dal Decreto 27 marzo 2014 che include anche un Allegato I bis con la lista BELFRIT (dai tre paesi, Belgio, Francia e Italia che hanno indicato un elenco comune di preparati e sostanze vegetali) e alle Linee guida sulla documentazione a supporto dell’impiego di sostanze e preparati vegetali (botanicals).

Oltre alle sopracitate sostanze ve ne sono altre ad effetto nutritivo o fisiologico il cui elenco, non esaustivo, presente sul sito del Ministero della Salute comprende aminoacidi essenziali e ramificati, acido ialuronico, caffeina, carnitina, clorofilla, colostro, creatina, enzimi, flavonoidi, fitosteroli, luteina, taurina, resveratrolo, e tanti altri. Per alcuni di essi sono indicati anche i limiti di apporto ammessi con la dose giornaliera e le avvertenze supplementari. Il Regolamento 609/2013 stabilisce un elenco di sostanze che possono essere aggiunte alle categorie alimentari previste (art. 1) e impiegabili anche negli integratori alimentari. Tale elenco di sostanze comprende i seguenti gruppi:

  1. vitamine;
  2. minerali;
  3. amminoacidi;
  4. carnitina e taurina;
  5. nucleotidi;
  6. colina e inositolo.

Con il Regolamento (CE) n. 1924/2006 si stabiliscono le norme e le condizioni per l’utilizzo delle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari e per i quali (art.3) fatte salve le direttive 2000/13/CE e 84/450/CEE, l'impiego delle indicazioni nutrizionali e sulla salute non può:

  1. essere falso, ambiguo o fuorviante;
  2. dare adito a dubbi sulla sicurezza e/o sull'adeguatezza nutrizionale di altri alimenti;
  3. incoraggiare o tollerare il consumo eccessivo di un elemento;
  4. affermare, suggerire o sottintendere che una dieta equilibrata e varia non possa in generale fornire quantità adeguate di tutte le sostanze nutritive. Nel caso di sostanze nutritive che una dieta varia ed equilibrata non può fornire in quantità sufficienti, possono essere adottate, secondo la procedura di cui all'articolo 24, paragrafo 2, deroghe e le relative condizioni di applicazione, in considerazione della situazione particolare esistente negli Stati membri;
  5. fare riferimento a cambiamenti delle funzioni corporee che potrebbero suscitare o sfruttare timori nel consumatore, sia mediante il testo scritto sia mediante rappresentazioni figurative, grafiche o simboliche.

Va ricordato anche che per gli integratori alimentari a partire dal 1 giugno 2013 si applica il Regolamento (UE) 1129/2011 che modifica l'allegato II del Regolamento 1333/2008 relativo agli additivi alimentari autorizzati e le condizioni del loro uso anche negli IA.

Come abbiamo detto lo stile di vita è cambiato, si è fatto via via più frenetico e stressante, si consumano spesso pasti veloci fuori casa e senza porre grande attenzione a cosa si mangia, pertanto l’utilizzo di integratori che possano supplire alle mancanze di una sana e corretta alimentazione è notevolmente aumentato: ne consegue un mercato in continua evoluzione. In uno studio condotto da Federsalus (Prevenzione dell’invecchiamento: il trend nazionale degli integratori alimentari) 3 italiani su 4 hanno usato integratori alimentari nell'ultimo anno, fra i primi posti quelli che danno tono ed energia quindi ricchi di sali minerali e vitamine, ma anche quelli che riequilibrano la flora intestinale e rinforzano le difese immunitarie, seguiti da altre tipologie come quelli dietetici, antiossidanti, etc... Il mercato (trend 2008-2017), nonostante sia ancora giovane, è in continua crescita con un fatturato che ha raggiunto i 2,7 miliardi di euro, in cui anche le esportazioni giocano un ruolo sempre più attivo. Il canale più importante è ancora la farmacia, seguito dai corner di supermercati, ipermercati e internet.

Ampiamente utilizzati da tutte le fasce di età, è possibile che il ricorso continuo e cronico agli integratori alimentari possa avere conseguenze per la salute talora anche gravi. Il sovra dosaggio di un elemento potrebbe portare a fenomeni di ipervitaminosi, affaticamento dei reni, alterazione della respirazione o disturbi cardiaci come palpitazioni e tachicardia. Casi di ipervitaminosi sono ad esempio quelli da vitamina A che può indurre epatotossicità, disfunzioni del metabolismo lipidico e osseo, o da vitamina C che può portare ad un eccesso di ossalati nelle urine. Una dieta iperproteica e un consumo eccessivo di integratori proteici a lungo andare possono procurare alterazioni della funzionalità renale e disidratazione in quanto il metabolismo delle proteine necessita di maggior quantità di liquidi per aiutare l’eliminazione dell’azoto.

È bene sottolineare anche l’importanza di leggere attentamente l’etichetta soprattutto per coloro che soffrono di allergie o assumono farmaci con i quali potrebbero esserci delle interazioni.

Tutto ciò non vuole essere un attacco agli integratori la cui utilità, qualora ci fosse ovviamente una reale carenza di alcuni principi nutritivi o elementi, è ormai comprovata. Essi però non devono essere intesi come sostituti di una dieta varia ed equilibrata, ma come dice lo stesso nome devono “integrare” un’alimentazione normale.

Il Ministero della salute ha pubblicato il “Decalogo per un corretto uso degli integratori alimentari” in cui sono elencati semplici e chiari consigli su come consumare gli integratori alimentari affinché risultino effettivamente utili e soprattutto sicuri. Si sottolinea inoltre, al punto 10, che “Gli integratori, come tanti altri prodotti, oggi sono reperibili anche al di fuori dei comuni canali commerciali, quali ad esempio la rete internet” ciò li rende fuori controllo e alla portata di tutti con un semplice click.

Un’alimentazione varia e adeguata di per sé dovrebbe essere sufficiente ad apportare tutte gli elementi di cui abbiamo bisogno, in caso contrario è fondamentale rivolgersi al proprio medico che potrà consigliarci in base alle nostre necessità.


© Produzione riservata

Dr.ssa Elga Baviera
Biologa - Esperta in Sicurezza degli Alimenti
Co-founder dello Studio ABR  -  www.alimentiesicurezza.it

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