Report residui fitosanitari. Il controllo funziona

REPORT RESIDUI FITOSANITARI
Il controllo funziona

di Elga Baviera

Il controllo ufficiale relativo ai residui di prodotti fitosanitari negli alimenti ricade nella disciplina prevista dal Regolamento 882/2004 e dal Regolamento 396/2005 concernente “i livelli massimi di residui di antiparassitari nei o sui prodotti alimentari e mangimi di origine vegetale e animale”. Secondo la direttiva 91/414/CEE infatti, gli Stati membri che rilasciano le autorizzazioni per l’utilizzo dei prodotti fitosanitari devono anche disporre che essi vengano impiegati secondo i principi della buona pratica agricola (BPA) e della lotta antiparassitaria integrata. L’obiettivo comune è quindi quello di favorire ed incoraggiare l’uso di metodi che possano ridurre la quantità di antiparassitari, l’uso di tali sostanze può di fatto portare alla presenza di residui tossici nei prodotti di origine vegetale e animale in seguito all'impiego non autorizzato, con gravi rischi per la salute.

Il programma operativo di controllo è regolamentato dal Decreto Ministeriale del 23 dicembre 1992 che definisce i piani annuali di controllo sui residui dei prodotti fitosanitari in attuazione al Regolamento 396/2005. Il programma definisce anche le attività di controllo da effettuarsi ai sensi del Regolamento 595/2015, “relativo a un programma coordinato di controllo pluriennale dell'Unione per il 2016, il 2017 e il 2018, destinato a garantire il rispetto dei livelli massimi di residui di antiparassitari e a valutare l'esposizione dei consumatori ai residui di antiparassitari nei e sui prodotti alimentari di origine vegetale e animale”.  Esso stabilisce i prodotti di origine vegetale e animale da sottoporre a campionamento, le combinazioni di antiparassitario/prodotto da monitorare nei/sui prodotti di origine vegetale e animale.

I livelli massimi di residui (LMR) di sostanze fitosanitarie nei o sui prodotti alimentari e mangimi di origine vegetale e animale è disciplinato dal Regolamento 396/2005. Tali residui includono “sostanze attive, metaboliti e/o prodotti di degradazione o reazione di sostanze attive attualmente o precedentemente utilizzate in prodotti fitosanitari” e non devono comportare rischi inaccettabili per l'uomo e per gli animali in considerazione anche di eventuali rischi cumulativi e sinergici.

I controlli eseguiti hanno riguardato non solo i residui, nel rispetto del Regolamento 396/2005, ma anche la presenza di eventuali principi non autorizzati, secondo quanto previsto dal Regolamento 1107/2009 e relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari.

Per i baby food (alimenti a base di cereali e gli altri alimenti destinati ai lattanti e bambini e negli alimenti per lattanti e gli alimenti di proseguimento) viene valutata anche la conformità al DPR N.128/1999 (7) e al Decreto 9 aprile 2009, n. 82(8) che attuano le direttive 2006/125/CE(9) e 2006/141/CE (10). I prodotti biologici devono essere conformi al regolamento 834/2007 (11) e smi e pertanto viene anche verificata la presenza di residui non consentiti nei prodotti biologici.

Le classi di alimento più campionate sono state rispettivamente la frutta con il 32 % e gli ortaggi con il 28%. Su un totale di 6785 campioni di ortofrutticoli analizzati, 61 (di cui 33 di frutta e 28 di ortaggi) sono risultati non regolamentari (0,9%), con residui superiori al limite di legge e comunque in diminuzione rispetto al 2015.

Per quanto concerne i cereali, l’olio e il vino sono stati analizzati 2456 campioni e la percentuale di cereali risultata dalle analisi priva di residui è stata dell'81,9%, contro il 95,9 % dell’olio e il 55,9 % del vino, i campioni con residui inferiori al LMR costituiscono il 17,7% dei cereali, il 4,1 % dell’olio e il 44,1 % del vino.

I prodotti che hanno presentano irregolarità sono stati:

  • per la frutta: uva da vino e da tavola, litchi, melograni, anacardi, ananas, ciliegie dolci, pompelmi, pesche;
  • per gli ortaggi: bietole, ortaggi a foglia, erbe fresche e fiori commestibili, ortaggi vari, peperoni dolci, prezzemolo, fagioli con baccello, carciofi, sedani, pomodori;
  • per i cereali: riso;
  • per gli altri prodotti: legumi secchi, miele, spezie, ortaggi trasformati.

Non hanno presentano invece alcun residuo:

  • per la frutta: noci, bacche e piccoli frutti, papaia, fichi, fichi d'india, castagne, pinoli, mandorle, guava, bacche di rosa, cachi di Virginia, melastelle/cainette, cocco, datteri, anona guanabana, loquat, altri frutti secchi, uva spina;
  • per gli ortaggi: aglio, legumi, altre cucurbitacee con buccia non commestibile, lenticchie fresche, ortaggi a frutto, altri legumi, cavoli a foglia, portulaca, altri cavoli a testa, timo, mais dolce, cipolline, ortaggi a radice e tubero, cuori di palma, ortaggi a bulbo, cucurbitacee con buccia commestibile, Radici di cassava/manioca, cavoli ricci, cavoli cinesi, cavoli a fiori, cavoli di brussel;
  • per i cereali: grano saraceno e altri pseudocereali, segale;
  • per gli oli: olio di semi di girasole, olio di semi, olio di semi di soia, olio di altri frutti, olio di colza, olio di riso, olio di frutti oleaginosi, olio di semi e frutti oleaginosi, olio di arachide, olio di avocado, olio di palma, olio di semi di canapa;
  • per il vino: vino da cereali;
  • per gli altri alimenti: luppolo, carni trasformate, pesci e pesci trasformati e le uova e i suoi trasformati.

I residui rilevati nei campioni analizzati appartengono a varie categorie di fitosanitari:

Insetticidi

  • Acetamiprid in melograni;
  • Profenofos in arance;
  • Fipronil in peperoni dolci

Insetticidi - acaridici

  • Fenitrothion in anacardi;
  • Dimethoate in ciliegie, pesche, mele, arance;
  • Chlorpyrifos in pesche, litchi, uva da tavola e da vino, uva ta tavola, mele;
  • Cypermethrin in melograni

Insetticidi – Regolatore della crescita

  • Carbaryl in limoni

Fungicida

  • Azoxystrobin in ananas
  • Boscalid in melograni
  • Carbendazim in ananas
  • Dodine in pompelmo
  • Imazalil in pesche
  • Iprovalicarb in fragole
  • Prochloraz in melograni
  • Thiophanate-methyl in ananas
  • Thiabendazole in pesche
  • Carbendazim in riso

Regolatori della crescita - Erbicida

  • Chlorpropham in pere e pesche

Regolatori della crescita

  • Diphenylamine in mele

Erbicida

  • Linuron in ortaggi a foglia, erbe e fiori commestibili

Questi alcuni esempi e fra le sostanze sopra riportate alcune non risultano essere consentite ai sensi del Regolamento 1107/2009.

Per quanto riguarda il biologico sono stati effettuati in totale 490 campioni di cui 132 di frutta, 111 di ortaggi, 82 di cereali, 21 di olio, 39 di vino, 22 di baby food, e 83 di altri prodotti. Solo 2 campioni di cui uno di frutta ed uno di altri prodotti sono risultati non conformi al Regolamento CE 396/2005 e quindi il 95.9 % dei campioni non presenta residui.

I dati riportati hanno evidenziato come il 2016 sia stato caratterizzato, rispetto al 2015, da un generale decremento di quasi tutte le irregolarità in percentuale, frutto della particolare attenzione degli organi di controllo e sicuramente di una maggiore consapevolezza del settore e come l’Italia si sia posta, rispetto ai partner europei,  in vantaggio mostrando un livello medio di superamento dei limiti inferiore.

Nelle conclusioni del rapporto (consultabile sul sito del Ministero della Salute) si legge come “relativamente al livello di esposizione della popolazione italiana con la dieta, le stime di assunzione elaborate con i dati relativi ad anni precedenti, ma simili nei risultati, indicano che i residui dei singoli pesticidi ingeriti ogni giorno dal consumatore rappresentano una percentuale molto modesta dei valori delle dosi giornaliere accettabili delle singole sostanze attive e molto al di sotto del livello di guardia preso come riferimento per assicurare la qualità igienico-sanitaria degli alimenti”, ovviamente tale aspetto non si tiene conto di eventuali effetti cumulativi o sinergici legati ad altri tipi di esposizione.


© Produzione riservata

Dr.ssa Elga Baviera
Biologa - Esperta in Sicurezza degli Alimenti 
Co-founder dello Studio ABR  -  www.alimentiesicurezza.it

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