RAME E AGRICOLTURA BIOLOGICA

RAME E AGRICOLTURA BIOLOGICA

di Luciano O. Atzori

Attraverso una Nota rivolta agli Organismi di Controllo in merito all’uso dei fertilizzanti a base di rame nell’agricoltura biologica, il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali ha precisato che “l’impiego dei fertilizzanti… si deve limitare ai casi in cui sussistano specifiche esigenze nutritive delle colture e non siano disponibili pratiche agronomiche o sufficienti risorse naturali interne ai sistemi colturali in alternativa al loro impiego” come indicato dalla normativa vigente.

Di conseguenza gli organismi di controllo possono autorizzare l’impiego a base di rame solo in presenza di una dimostrata necessità tecnica che deve consistere in una documentata carenza nutrizionale della coltura oggetto di concimazione per il micronutriente “rame”.

A cosa serve il rame in agricoltura?

Tutti coloro che hanno vissuto un minimo la “vita di campagna” sanno che il solfato di rame (specifico composto a base di rame) viene utilizzato come fungicida ad ampio spettro d’azione soprattutto, da oltre 100 anni, in viticoltura per il controllo preventivo della peronospora. In alcune aree a vocazione vitivinicola si è utilizzato così tanto rame per parecchi anni da avere nel terreno un eccesso di questo metallo. Ciò può creare fenomeni di tossicità in alcune specie vegetali e animali e può persino contribuire alla formazione della conosciuta alterazione dei vini (soprattutto in quelli bianchi) nota con il nome di “casse rameica” (dal francese “casse” che significa rottura, in questo caso rottura del colore)  consistente in una precipitazione e intorbidamento del vino dovuti all'eccesso di rame che reagisce con lo zolfo e/o composti solforati formando dei precipitati giallo-rossi.

In realtà il rame non è utilizzato solo come fitofarmaco, ma è anche un micro nutriente (assorbito sotto forma di ione Cu++) necessario ai vegetali in quanto costituente di alcuni enzimi che partecipano ai vari processi relativi alla respirazione e alla fotosintesi clorofilliana e di enzimi che intervengono nella sintesi dell’acido indolacetico (ormone della crescita vegetale) e delle proteine.

La precisazione della Nota del Ministero delle Politiche agrarie sopra citata è riferita proprio a questo tipo di rame (cioè come micronutriente e suo utilizzo come fertilizzante).

La carenza di rame solitamente si manifesta con l’ingiallimento e l’arrotolamento delle foglie e con la presenza di necrosi sugli apici.

Generalmente il rame è sufficientemente presente nel terreno, però in alcune situazioni (es. per formazione di composti rameici insolubili quando nel terreno c’è troppo fosforo, nei terreni molto argillosi e/o ricchi di sostanza organica) non è assorbibile dall’apparato radicale dei vegetali.


© Produzione riservata

Dr. Luciano O. Atzori
Biologo - Esperto in Sicurezza degli Alimenti e in Tutela della Salute
Divulgatore Scientifico – Consulente agroalimentare

Co-founder dello Studio ABR - www.alimentiesicurezza.it

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