PNAA 2018-2019-2020

PNAA 2018-2019-2020:

PIANO NAZIONALE DI CONTROLLO UFFICIALE SULL'ALIMENTAZIONE DEGLI ANIMALI

 

Secondo quanto stabilito dai Regolamenti (CE) 178/2002 e 882/2004 devono essere previste delle attività di controllo al fine di garantire che vengano rispettate le disposizioni nel settore alimentare e dei mangimi lungo tutta la filiera alimentare. Per far ciò è necessario che gli Stati membri stabiliscano ed applichino dei piani di controllo nazionale pluriennali in materia di mangimi, alimenti, salute e benessere animale.

L’articolo 41 del Regolamento CE 882/2004 (TITOLO V - PIANI DI CONTROLLO) stabilisce che al fine di garantire l'effettiva attuazione dell’art. 17 del Regolamento 178/2002 ciascun Stato membro deve elaborare un unico piano integrato di controllo nazionale pluriennale secondo le indicazioni dell’art. 42 e gli orientamenti dell’art. 43. Con cadenza annuale poi gli Stati membri presentano alla Commissione una relazione con risultati dei controlli e degli audit effettuati l'anno precedente, le non conformità e le azioni volte ad assicurare il funzionamento dei piani di controllo (art. 44).

Per quanto riguarda gli operatori del settore dei mangimi (OSM) le AC (Autorità Competenti) procederanno sulla base dei requisiti previsti dal Regolamento 183/2005, artt. 9 (Controlli ufficiali, notifica e registrazione) e 10 (Riconoscimento degli stabilimenti nel settore dei mangimi), senza i quali gli OSM non possono operare.

A gennaio, sul sito del Ministero delle Salute, è stato pubblicato il nuovo Piano Nazionale di controllo ufficiale sull’Alimentazione degli Animali – PNAA (2018-2020) che sostituisce e abroga il precedente del 2015-2017 pubblicato con nota prot. n. 26865 il 18 dicembre 2014 e i successivi Addenda.

Di seguito sono riportati alcuni stralci:

Le novità introdotte nel presente Piano sono:

- Semplificazione della rendicontazione del I° semestre e anticipazione al 31 luglio di ogni anno,
- Ricerca di residui di tetracicline nel PAT,
- Modifica del Capitolo 5 con inserimento di un programma di Monitoraggio per il controllo di:

  1. residui di packaging nei mangimi contenenti ex-prodotti alimentari,
  2. di impurità botaniche,
  3. pesticidi e prodotti fitosanitari (esclusi gli organoclorurati) di cui Reg. (CE) n. 396/2005,
  4. fluoro nelle materie prime per mangimi,

- Estensione della ricerca del GTH nei materiali dei Categoria 3,
- Modifica della programmazione dei controlli all'importazione al fine di attuare un aumento delle analisi di laboratorio a parità di partite campionate.

Competenze

L’attuazione del PNAA, per le parti e negli ambiti territoriali di rispettiva competenza, è affidata:

  • alle Regioni ed alle Province Autonome,
  • alle Aziende Sanitarie Locali (AA.SS.LL.),
  • ai Posti di Ispezione Frontaliera (PIF),
  • agli Uffici Veterinari Adempimenti Comunitari (UVAC),
  • agli Istituti Zooprofilattici Sperimentali (II.ZZ.SS.),
  • all’Istituto Superiore di Sanità (ISS),
  • ai Centri di Referenza Nazionali (CdRN),
  • ai Laboratori Nazionali di Riferimento (LNR).

Anagrafe delle imprese del settore dei mangimi

Il Ministero, le Regioni e Province Autonome, ognuno per quanto di competenza, assicurano l’implementazione del Sistema Informativo Nazionale per la gestione delle anagrafiche degli OSM, al fine di creare una banca dati completa, aggiornata e fruibile così come richiesto dal Reg. (CE) 183/2005, dal Regolamento (CE) n. 999/01, Regolamento (CE) n. 767/2009, dal Regolamento(CE) 1069/2009 e dal D.lgs. n. 90 del 3 Marzo 1993 e relativi decreti applicativi.

Al fine dell’inserimento delle anagrafiche nel sistema, tutte le Regioni e Province Autonome assicurano il completamento dell’inserimento degli operatori nel SINVSA (Sistema Informativo Nazionale Veterinario per la Sicurezza degli Alimenti), nella piattaforma VETINFO https://www.vetinfo.sanita.it/.

Si sottolinea inoltre che a partire dal 1 settembre 2018, il sistema di prescrizione dei mangimi medicati e dei prodotti intermedi verrà effettuato esclusivamente via ricettazione elettronica, che andrà a sostituire in via definitiva la ricetta veterinaria cartacea.

Pertanto solo gli OSM inseriti sul SINVSA, per i quali le autorità competenti locali hanno inserito correttamente il dettaglio dell’attività prevista per gli operatori del settore dei mangimi medicati autorizzati ai sensi del D.lgs. 90/93, saranno abilitati alla distribuzione di mangimi medicati agli allevatori.

Si precisa inoltre che l’art.5 comma 6 del Regolamento 183/2005, prevede che gli operatori del settore dei mangimi e gli agricoltori si procurano e utilizzano soltanto mangimi da stabilimenti registrati e/o riconosciuti a norma del Regolamento.

Al fine di definire un punto di inizio della filiera mangimistica, si ritiene pertanto opportuno ricordare che tutti gli operatori, che destinano uno o più mangimi, come definiti dal Reg.(CE) 178/02, all’alimentazione animale, sono tenuti al rispetto del Regolamento nonché alla corretta etichettatura dei prodotti, indicandone chiaramente l’uso in alimentazione animale.

A tal fine è necessario che anche gli operatori del settore alimentare che destinano i propri sottoprodotti come materie prime per mangimi agli operatori del settore dei mangimi, siano registrati ai sensi dell’art. 9 del Regolamento (CE) n. 183/2005, e siano pertanto inclusi in anagrafe, così come già indicato nelle Linee-Guida [1] per l’applicazione del Regolamento (CE) n. 183/2005 del 28 dicembre 2005.

Sopralluoghi ispettivi o ispezioni

Il programma di controllo sugli OSM prevede l’esecuzione di sopralluoghi ispettivi (o ispezioni), effettuati senza preavviso ed in base alla categorizzazione del rischio degli OSM.

Per ogni livello di rischio attribuito agli OSM, le Regioni o le PA devono definire il corrispondente numero di controlli che corrispondono alla categoria di rischio identificato. Tali frequenze devono ovviamente garantire che ad operatori con rischio elevato, venga attribuita una frequenza di controllo superiore.

Tuttavia, al fine di garantire un livello minimo dell’attività ispettiva sul territorio, si forniscono le seguenti frequenze ispettive minime presso gli operatori dell’intera filiera del settore dei mangimi.

Un’ispezione l’anno:

  • stabilimenti di produzione di cui all’articolo 10, comma 1, lettera a), b), c) del Regolamento (CE) n. 183/2005;
  • impianti di produzione di mangimi medicati e prodotti intermedi;
  • aziende zootecniche che producono mangimi medicati per autoconsumo;
  • imprese di produzione di cui all’articolo 5, comma 2, del Regolamento (CE) n. 183/2005, esclusi gli OSA che destinano o i sottoprodotti all’industria mangimistica;
  • stabilimenti di produzione di alimenti per animali da compagnia;
  • stabilimenti di trasformazione di oli vegetali greggi ad eccezione di quelli che rientrano nel campo di applicazione del Regolamento (CE) n. 852/2004;
  • stabilimenti che operano la produzione/trattamento oleochimico di acidi grassi;
  • stabilimenti di produzione di biodiesel;
  • stabilimenti di miscelazione di grassi.

Un’ispezione ogni due anni:

  • stabilimenti di commercializzazione di cui all’articolo 10, comma 1, lettera a), b), del Regolamento (CE) n. 183/2005;
  • impianti di distribuzione di mangimi medicati e prodotti intermedi;
  • laboratori di analisi per autocontrollo aziendale o autorizzati all’esecuzione di analisi per conto terzi;
  • imprese di commercializzazione e distribuzione di cui all’articolo 5, comma 2, del Regolamento (CE) 183/2005;
  • operatori del settore alimentare che destinano i propri sottoprodotti come materie prime per mangimi agli operatori del settore dei mangimi;

Valutazione dell’etichettatura

Si richiama l’attenzione sulla presenza di claims anche nell'etichettatura dei mangimi per gli animali da reddito spesso forniti all'acquirente su opuscoli o altro materiale informativo, come ad es. nel contesto di fiere e mostre di bestiame.

Si ricorda l’applicazione, in caso di non conformità, del D.lgs.. n.26 del 3 febbraio 2017 contenente la Disciplina sanzionatoria per le violazioni delle disposizioni di cui al regolamento (CE) n. 767/2009 sull'immissione sul mercato e sull'uso dei mangimi.

Verbali di ispezione

All'esecuzione di ciascuna ispezione dovrà corrispondere la compilazione di un verbale che deve essere rilasciato in copia all'operatore utilizzando il modello dell’Allegato n. 4 del presente piano.

Oggetto del campionamento

Sono oggetto di campionamento:

  • gli additivi;
  • le premiscele;
  • le materie prime per mangimi di origine: animale, vegetale, minerale;
  • tutte le tipologie di mangimi (completi e complementari);
  • gli alimenti medicati per animali (contenenti premiscele medicate);
  • i prodotti intermedi;
  • l’acqua di abbeverata.

Il prelievo di campioni deve essere effettuato lungo tutta la filiera produttiva, incluse le fasi di distribuzione, di trasporto e somministrazione.

Campione in contraddittorio

Al fine di evitare il possibile contenzioso che può nascere tra produttori e utilizzatori di mangimi, risulta importante sensibilizzare gli allevatori e i produttori di alimenti per animali circa la possibilità di poter effettuare il prelievo in contraddittorio, al momento dello scarico, così come previsto dall'articolo 18, comma 7, della Legge n. 281/63 e successive modifiche.

Per ulteriori approfondimenti si consiglia di scaricare il documento in formato pdf presente sul sito del Ministero della Salute (www.salute.gov.it)

[1] http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1198_allegato.pdf


© Produzione riservata

Dr.ssa Elga Baviera
Biologa - Esperta in Sicurezza degli Alimenti
Co-founder dello Studio ABR - www.alimentiesicurezza.it

I commenti sono chiusi