PANIFICIO, PANE FRESCO E PANE CONSERVATO: il 19/12/2018 entra in vigore il nuovo provvedimento

PANIFICIO, PANE FRESCO E PANE CONSERVATO: il 19/12/2018 entra in vigore il nuovo provvedimento

di Elga Baviera

Attualmente esistono in commercio una gran varietà di pane, diversi per tipo di ingredienti, cottura e tecniche di lavorazione. In commercio si trova pane conservato intero ed affettato confezionato, pane già cotto congelato o precotto, conservato per surgelazione del quale si dovrà completare la cottura. È possibile inoltre la produzione e vendita di pani speciali cui è consentita l’aggiunta di ingredienti come burro, olive, sesamo, miele, etc..

Insomma la scelta è notevole e spesso complicata da scarsa o poco chiara informazione. Con lo scopo di facilitare il consumatore al momento dell’acquisto, se si tratta di pane fresco artigianale (destinato ad essere consumato in breve tempo) o se si tratta di pane ottenuto con tecniche di conservazione prolungata, è in esame al senato un DDl in materia di produzione e vendita del pane, nonché di ammodernamento e rafforzamento strutturale delle imprese della panificazione.

L’obiettivo è quello di migliorare non solo l’informazione al consumatore mettendolo nelle condizioni di capire cosa sta acquistando, ma anche quello di consentire alle imprese artigianali di panificazione di migliorare e valorizzare la loro attività e i loro prodotti grazie ad un sistema trasparente di etichettatura.

Nell’attesa che ciò avvenga, il Decreto Interministeriale 131 del 1° ottobre 2018 reca la nuova disciplina della denominazione di «panificio», «pane fresco» e della dicitura «pane conservato» visto “il regolamento (UE) n. 1169/2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, ed in particolare l’articolo 17 relativo alla «Denominazione dell’alimento» e l’articolo 44 relativo alle «Disposizioni nazionali per gli alimenti non preimballati»”.

Art.1 Definizione di panificio

Per panificio si intende l'impresa che “dispone di impianti di produzione di pane ed eventualmente altri prodotti da forno e assimilati o affini e svolge l'intero ciclo di produzione dalla lavorazione delle materie prime alla cottura finale”.

Art.2 Definizione di pane fresco

Per pane fresco si intende “il pane preparato secondo un processo di produzione   continuo (per il quale non intercorra un intervallo di tempo superiore alle 72 ore dall'inizio della lavorazione fino al momento della messa in vendita del prodotto), privo   di   interruzioni   finalizzate   al congelamento o surgelazione, ad eccezione del rallentamento del processo di lievitazione, privo di additivi conservanti e di altri trattamenti aventi effetto conservante”.

Art.3 Pane conservato o a durabilità prolungata

Il pane non preimballato…omissis… è posto in vendita con una dicitura aggiuntiva che ne evidenzi il metodo di conservazione utilizzato, nonché le eventuali modalità di conservazione e di consumo.

Al momento della vendita, il pane per il quale è utilizzato un metodo di conservazione durante la sua preparazione o nell'arco del processo produttivo, deve essere esposto in scomparti appositamente riservati.

Art.5 Disposizione transitoria

E'consentito utilizzare incarti o imballi con diciture o denominazioni di vendita non conformi alle disposizioni del presente regolamento per 90 giorni a decorrere dalla   data   della   sua pubblicazione, fermo restando quanto previsto dalle specifiche norme per i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti.

Articoli correlati
- https://www.alimentiesicurezza.it/consigli/miglioratori-del-pane/
- https://www.alimentiesicurezza.it/consigli/il-pane-messo-freezer-e-cancerogeno/

© Produzione riservata

Dr.ssa Elga Baviera
Biologa - Esperta in Sicurezza degli Alimenti 
Co-founder dello Studio ABR  -  www.alimentiesicurezza.it

Seguici su Facebook e Twitter

I commenti sono chiusi

Shares