DISCIPLINA SANZIONATORIA PER LA VIOLAZIONE DELLE DISPOSIZIONI DEL REGOLAMENTO (UE) N. 1169/2011

DISCIPLINA SANZIONATORIA PER LA VIOLAZIONE DELLE DISPOSIZIONI DEL REGOLAMENTO (UE) N. 1169/2011

di Elga Baviera

A partire dall’entrata in vigore del Regolamento 1169 del 2011, scaglionato nelle tre date del 1o gennaio 2014 (Allegato VI parte B), del 13 dicembre 2014 e del 13 dicembre 2016 (dichiarazione nutrizionale), è stato finalmente definito un quadro unico di riferimento per la violazione di suddetta norma.

L’11 dicembre 2017 il Consiglio dei ministri ha approvato le misure necessarie all’adeguamento della normativa nazionale ai regolamenti comunitari, predisponendo uno  “Schema di decreto legislativo recante la disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del regolamento (UE) n. 1169/2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, e l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del medesimo regolamento (UE) n. 1169/2011 e della direttiva 2011/91/UE, ai sensi dell’articolo 5 della legge 12 agosto 2016 n. 170 “Legge di delegazione europea 2015”.

Si dà quindi attuazione al principio previsto nella L. 170/2016 (Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2015), articolo 3 lettera b:

fatte salve le fattispecie di reato vigenti, adeguare il sistema sanzionatorio nazionale per le violazioni amministrative delle disposizioni di cui al regolamento (UE) n.  1169/2011  ai relativi  atti  di  esecuzione   e   alle   disposizioni   nazionali, individuando  sanzioni  efficaci,  dissuasive  e  proporzionate  alla gravità della violazione, demandando la competenza per l'irrogazione delle sanzioni amministrative allo Stato al fine di  disporre  di  un quadro  sanzionatorio  di  riferimento   unico   e   di   consentirne l'applicazione uniforme a livello  nazionale,  con  l'individuazione, quale   autorità   amministrativa   competente,   del   Dipartimento dell'Ispettorato  centrale  della  tutela  della  qualità  e   della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF)  del  Ministero delle   politiche  agricole   alimentari   e   forestali,   evitando sovrapposizioni  con  altre  autorità,  fatte  salve  le  competenze spettanti ai sensi  della  normativa  vigente  all’Autorità  garante della concorrenza e del mercato nonché' quelle degli organi  preposti all'accertamento delle violazioni”.

Le sanzioni di natura amministrativa, in quanto trattasi di obblighi di natura informativa, vengono dunque comminate dall’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) e prevedono il pagamento di una somma non inferiore a 150 euro e non superiore a 150.000 euro; all’interno di questo range sono stati individuati cinque scaglioni di diverso importo, commisurati alla gravità della violazione. Sono state altresì previste sanzioni amministrative di natura accessoria.

Il decreto permette di adeguare la normativa quadro in tema di etichettatura, data dal D. Lgs. 109/1992, abrogando quelle disposizioni divenute inapplicabili in quanto “alle materie espressamente armonizzate dal presente regolamento, gli Stati membri non possono adottare né mantenere disposizioni nazionali salvo se il diritto dell’Unione lo autorizza. Tali disposizioni nazionali non creano ostacoli alla libera circolazione delle merci, ivi compresa la discriminazione nei confronti degli alimenti provenienti da altri Stati membri” (art 38 reg. 1169/2011).

Per ulteriori approfondimenti si consiglia di visitare il sito www.governo.it


 

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Dr.ssa Elga Baviera
Biologa - Esperta in Sicurezza degli Alimenti 
Co-founder dello Studio ABR  -  www.alimentiesicurezza.it

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