Acque potabili e Cromo esavalente

Di recente, nell’ambito di una consulenza in una azienda agro-alimentare, il titolare dell’impresa mi ha chiesto quale fosse la disposizione più recente in merito all’acqua potabile.

Di seguito cercherò di dare una sintetica e chiara risposta.

RISPOSTA

Come recita l’art. 4 del D.Lgs. 31/2001 le acque destinate al consumo umano “non devono contenere microrganismi e parassiti, né altre sostanze, in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana… e devono soddisfare i requisiti minimi di cui alle parti A (parametri microbiologici) e B (parametri chimici) dell’Allegato I”. Quindi le acque destinate ad uso potabile, per l’alimentazione, per la preparazione di cibi e bevande o per altri usi domestici devono rispettare specifici valori di parametro.

Recentemente, grazie al Decreto del Ministero della Salute del 14.11.2016 è stato modificato il valore di parametro relativo al Cromo esavalente (Cr+6) della tabella B, dell’Allegato I, del D.Lgs. 31/2001 (“Attuazione della Direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano”).
Il nuovo valore del Cr+6 (per il momento “provvisorio”), dal 15 luglio 2017, passerà dagli attuali 50 µg/l a 10 µg/l come applicazione del principio di precauzione e come misura cautelare per la conduzione del rischio come recentemente adottato nel Regno Unito.

Prima di andare nel dettaglio di questa recente norma vediamo cos’è il cromo e perché è pericoloso.
Il cromo è un metallo duro che resiste bene ai fenomeni corrosivi. Grazie a queste peculiari proprietà viene utilizzato soprattutto per scopi tecnici ed è adoperato soprattutto in campo metallurgico (industria galvanica), come rivestimento protettivo di altri metalli (cromatura), nella produzione di leghe (es. acciai inossidabili) nell’industria tintoria (come mordente), nell’industria fotografica e dei coloranti e vernici, nella concia del cuoio, nella produzione di bicromati e di esplosivi.
Il cromo è un elemento indispensabile per la vita in quanto essenziale nel metabolismo dei lipidi, dei protidi (è componente degli enzimi proteolitici della parte nucleo-proteica del fegato) e dei glucidi (costituisce un cofattore dell’insulina). Negli organismi si trova allo stato di ossidazione trivalente (Cr+++). Se viene introdotto nel corpo attraverso l’alimentazione viene eliminato attraverso le feci. Se assunto in eccesso si accumula soprattutto nei reni (causandone la degenerazione grassa e la successiva necrosi) e nel fegato (causando un incremento di colesterolo epatico e la produzione di acidi grassi). Le intossicazioni acute generalmente interessano l’apparato gastro-intestinale (vomito e diarrea) e l’apparato escretore (alterazioni della funzionalità dei reni).
Nel cromo la forma più tossica è quella esavalente (Cr+6).
Generalmente il cromo trivalente in acqua, a pH lievemente alcalino, tende a idrolizzare formando composti insolubili (idrossidi) che tendono a sedimentare. Quindi il Cr+++ risulta poco mobile e persistente. Invece il cromo esavalente tende a formare composti solubili quindi questa forma ionica risulta provvista di una notevole mobilità ambientale. Ciò ne aumenta la pericolosità. Se il Cr+6 perviene nell’acqua di falda generalmente vi permane per molti anni (anche oltre i 40 anni).

Di seguito, per meglio capire il senso della nuova norma, la si riporta integralmente.

IL MINISTRO DELLA SALUTE

di concerto con
IL MINISTRO DELL'AMBIENTE
E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

DECRETO 14 novembre 2016

Modifiche all'allegato I del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 31, recante: «Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano».

(GU Serie Generale n.12 del 16-1-2017)

Vista la direttiva 98/83/CE del Consiglio del 3  novembre  1998, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano;

Visto il decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 31, e successive modificazioni, recante: «Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità  delle  acque  destinate  al  consumo  umano»   e   in particolare gli articoli 4, comma  2,  lettera  a)  e  11,  commi  1, lettera b), e 2;

Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante: «Norme in materia ambientale»,  che  prevede  per  «le  acque  superficiali destinate alla produzione di acqua potabile» il valore limite  di  50 µg/l per il Cromo e per le  «acque  sotterranee»  una  concentrazione soglia di contaminazione di 50 µg/l per il Cromo totale e di  5  µg/l per  il  Cromo+6,  valore  al  di  sopra  del quale  occorre  la caratterizzazione del sito e l'analisi del rischio;

Visto il parere del Consiglio superiore di sanità del 14 giugno 2016, con il quale detto organismo, in  accordo  con  le  valutazioni dell'Istituto superiore di sanità e con  gli  orientamenti  espressi nei propri precedenti pareri e fermo restando il valore di  parametro stabilito nell'Allegato I del più volte citato  decreto  legislativo n. 31 del 2001 per il Cromo totale pari a 50 µg/l, ha ritenuto che:

possa essere definito, come misura precauzionale di gestione del rischio, un valore di parametro provvisorio per il Cr(VI) pari a 10 µg/l, in applicazione del principio di precauzione e sulla base delle misure recentemente adottate nel Regno Unito;

tale valore potrebbe essere considerato opportuno in  circostanze territoriali e fattispecie più a rischio, come possibile  misura  di prevenzione  rispetto  all'esposizione  sito-specifica  e  per  fasce sensibili di popolazione;

Esperita, con nota prot. n. DGPREV/26308/P del 14  settembre  2016, la procedura di informazione di cui  alla  direttiva  98/34/CE,  come modificata dalla direttiva 98/48/CE  che  prevede  una  procedura  di informazione nel settore delle norme e regole tecniche;

Vista la nota prot. n. 9011 del 20 settembre 2016 con cui e'  stato richiesto il concerto al Ministero dell'ambiente e della  tutela  del territorio e del mare;

Visto l'articolo 3 della legge 7 agosto 2015, n. 124;

Decreta:

Art. 1

  1. Al decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 31, e successive modificazioni, all'Allegato I  «Parametri  e  valori  di  parametro», Parte B, alla tabella «Parametri chimici» sono apportate le  seguenti modifiche:

a) è, infine, aggiunta la seguente riga:

Parametro Valore di Parametro Unità di Misura Note
Cromo esavalente 10 µg/l Nota 12

 

b) è, infine, aggiunta la seguente nota:

 

 

Nota 12

La ricerca del parametro deve essere effettuata quando il valore del parametro Cromo supera il valore di 10 µg/l

Art. 2

  1. Il presente decreto entra in vigore il centottantesimo giorno dalla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

Il presente decreto è trasmesso agli organi  di  controllo e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

Roma, 14 novembre 2016
Il Ministro della salute
Lorenzin
Il Ministro dell'ambiente
e della tutela del territorio e del mare
Galletti


© Produzione riservata
Dr. Luciano O. Atzori
Biologo - Esperto in Sicurezza degli Alimenti e in Tutela della Salute
Divulgatore Scientifico

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