ACIDI GRASSI TRANS (TFA): NUOVO REGOLAMENTO

ACIDI GRASSI TRANS (TFA): NUOVO REGOLAMENTO

di Elga Baviera

La maggior parte degli acidi grassi insaturi assunti con la dieta ha la configurazione cis, ma ci sono anche acidi grassi che presentano una configurazione con orientamento trans, sia che si tratti di MUFA (acidi grassi monoinsaturi), che di PUFA (acidi grassi polinsaturi).

Nella maggior parte dei paesi esistono raccomandazioni dietetiche diverse in relazione all'assunzione totale di grassi, in particolare per gli acidi grassi trans o TFA. Essi non sono sintetizzati dall’organismo, non sono richiesti nella dieta e provengono da fonti diverse:

  • processi di idrogenazione industriale utilizzati per la produzione di alimenti;
  • temperature troppo elevate nei processi di frittura o uso ripetuto dello stesso olio/grasso per la frittura;
  • processo di raffinazione o deodorizzazione degli oli;
  • trasformazione degli acidi grassi insaturi ad opera di batteri presenti nel rumine dei bovini.

Nel caso di alimenti di origine animale, come burro, latte, prodotti lattiero caseari, carne e prodotti a base di carne, la quantità  di TFA presente è piuttosto contenuta. I prodotti lattiero-caseario e il grasso di manzo ad esempio contengono circa il 3-6% di TFA (% in peso degli acidi grassi totali). Nella margarina e nei grassi può variare a seconda della percentuale di oli parzialmente idrogenati usati.

Diversi studi hanno dimostrato come il consumo di alimenti ricchi di acidi grassi trans monoinsaturi aumenti la concentrazione di colesterolo totale e LDL in modo dose-dipendente, riducendo al contempo la concentrazione di colesterolo HDL nel sangue. Quindi si è visto come “maggiori assunzioni di grassi saturi e grassi trans portino ad un aumento dei livelli di colesterolo nel sangue, il che può contribuire all’insorgenza di cardiopatie” (EFSA 2010).

In sostanza vi è una correlazione tra l’assunzione elevata di acidi grassi trans e aumento del rischio di malattia coronarica. Per cui il consumo di alimenti ricchi di acidi grassi trans dovrebbe essere limitata il più possibile nel contesto di una dieta nutrizionale equilibrata e adeguata.

Nel 2018 infatti l'Autorità ha concluso che “l'assunzione alimentare di acidi grassi trans dovrebbe essere quanto più contenuta possibile” e l’OMS ne ha chiesto l'eliminazione dalla produzione industriale.

Con il nuovo Regolamento 2019/649 del 24 aprile 2019, tenuto conto dei pareri scientifici, si modifica l'allegato III del Regolamento 1925/2006 riguardante gli acidi grassi trans diversi dagli acidi grassi trans naturalmente presenti nei grassi di origine animale.

Si stabilisce quindi che “il contenuto di acidi grassi trans, diversi dagli acidi grassi trans naturalmente presenti nei grassi di origine animale, negli alimenti destinati al consumatore finale e negli alimenti destinati al commercio al dettaglio non superi 2 grammi per 100 grammi di grassi” (art.1).


© Produzione riservata
Dr.ssa Elga Baviera
Biologa – Igiene e Sicurezza degli Alimenti
Co founder - Studio ABR - www.alimentiesicurezza.it

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