CAMBIAMENTI CLIMATICI E SICUREZZA ALIMENTARE

CAMBIAMENTI CLIMATICI E SICUREZZA ALIMENTARE

di Elga Baviera

Sicurezza Alimentare. Se ne parla tanto, la normativa europea e nazionale si è evoluta nel tempo per cercare di star dietro ai cambiamenti tecnologici ma anche alle nuove abitudini alimentari della popolazione, sempre più consapevole e attenta a ciò che consuma. Le emergenze sanitarie e alimentari che si sono abbattute nei decenni hanno mostrato l’inadeguatezza del sistema che ha imposto quindi dei cambiamenti radicali. Obiettivo: riprendersi la fiducia dei consumatori.

La valutazione del rischio rappresenta il primo approccio al problema, seguito dal principio di precauzione (art. 191 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea: “il principio di precauzione può essere invocato quando un fenomeno, un prodotto o un processo può avere effetti potenzialmente pericolosi, individuati tramite una valutazione scientifica e obiettiva, se questa valutazione non consente di determinare il rischio con sufficiente certezza.”) che anticipa o meglio previene un possibile avvenimento pericoloso per la salute. Seguono standard di processo e di prodotto regolati da procedure rigorose nate con l’intento di tenere sotto controllo tutta una serie di possibili problematiche e non conformità di varia natura, talvolta imprevedibili.

Questo percorso di tutela della salute del consumatore si è costruito in maniera crescente, nel tempo, non senza disagi, legati anche all’interpretazione delle fonti e all’applicazione da parte di chi è preposto al ruolo di responsabile. Ciò nonostante la Sicurezza Alimentare rappresenta e continua ad essere, a livello mondiale, un problema emergente.

Nella prima conferenza internazionale sulla Sicurezza Alimentare si parla di cibo contaminato e di malattie di origine alimentare, si parla di “rilevare e gestire l'aumento dei rischi alimentari associati ai cambiamenti climatici promuovendo l'equità della salute”.

Il cambiamento climatico ha un impatto sociale e ambientale legato alla salute, l’aria che respiriamo, il cibo che consumiamo, l’acqua che beviamo; la loro salubrità determina delle conseguenze dirette non solo sulla salute ma indirette sull'economia e sulla società.

Si stima che circa 600 milioni di persone nel mondo si ammalino dopo aver consumato del cibo contaminato e 420.000 muoiano ogni anno. Numeri destinati ad aumentare.

Il cambiamento climatico ha un profondo impatto sulla disponibilità di cibo e la sicurezza. Il suo effetto si manifesta attraverso un incremento dei microorganismi patogeni (batteri, virus e miceti), ma anche parassiti, sostanze chimiche, zoonosi. Ciò determina una maggiore contaminazione dell'acqua utilizzata per l'irrigazione con conseguente impatto sulla produzione agricola e sui mangimi consumati dagli animali.

È stato stimato che il 25% della produzione agricola annuale del mondo è contaminato da micotossine.  Temperatura e umidità ne favoriscono lo sviluppo con maggiori rischi per la produzione primaria. Il rischio di un incremento di zoonosi e patogeni potrebbe comportare un aumento di livelli di residui di medicinali veterinari negli alimenti di origine animale, con effetti potenzialmente dannosi per la salute.

Senza considerare l’uso di pesticidi che potrebbe intensificarsi a causa dell’aumento di temperatura e umidità che favoriscono lo sviluppo di parassiti. L’aumento di temperatura facilita infatti la metilazione del mercurio con la successiva assunzione di metil mercurio nei pesci.

Questi ed altri i problemi affrontati dalla conferenza con l’obiettivo di sensibilizzare non solo l’opinione pubblica ma anche i principali attori sulla scena internazionale per individuare strategie ed azioni volte a rafforzare la sicurezza alimentare e il benessere comune.


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Dr.ssa Elga Baviera
Biologa - Esperta in Sicurezza degli Alimenti
Co-founder dello Studio ABR - www.alimentiesicurezza.it

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