REGOLAMENTO REACH: NUOVE REGOLE PER IMPORTATORI E PRODUTTORI

REGOLAMENTO REACH:
NUOVE REGOLE PER IMPORTATORI E PRODUTTORI

di Sabina Rubini

Viene denominato Regolamento REACH, dall’acronimo "Registration, Evaluation, Authorisation and restriction of CHemicals" ed è il Regolamento (CE) n. 1907/2006 concernente la registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche e l'istituzione dell'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA).

Una norma, questa, attraverso la quale il legislatore si era posto diversi obiettivi alcuni dei quali: il miglioramento della conoscenza dei pericoli e dei rischi derivanti da prodotti chimici (tale da assicurare un elevato livello di protezione della salute umana e dell’ambiente), la promozione dello sviluppo di metodi alternativi a quelli che richiedono l’utilizzo di animali vertebrati per la valutazione dei pericoli delle sostanze, il mantenimento e rafforzamento della competitività e delle capacità innovative dell’industria chimica a livello dell’Unione Europea.

Nel 2009 il regolamento REACH ha visto il suo “completamento” con l’entrata in vigore del Regolamento (CE) n. 1272 del 2008, meglio conosciuto come regolamento CLP (Classification, Labelling and Packaging), relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele. L’aggiunta di un “tassello” che ha dato vita ad un  connubio legislativo tale da armonizzare la revisione sulle sostanze chimiche da parte dell’Unione Europea.

Quella del REACH risulta una normativa in continua evoluzione. In particolare il solo regolamento (CE) n. 1907/2006 costituito, di fatto, da 141 articoli e 17 allegati tecnici è una norma che ha visto negli anni numerosi aggiornamenti, l’ultimo dei quali (nel gennaio del 2018) con l’entrata in vigore del Regolamento UE 2018/35 (modificazioni l'allegato XVII del regolamento REACH rispetto a due sostanze l'ottametilciclotetrasilossano («D4») e il decametilciclopentasilossano («D5»)).

Ulteriore tappa di grande importanza per questa normativa di settore la si vedrà realizzata il 31 maggio prossimo venturo. Data nella quale scadranno i termini, per le imprese che lavorano nell’ambito delle sostanze chimiche (in una fascia compresa tra 1 e 100 tonnellate l'anno), per poter effettuare l’ultima registrazione delle sostanze chimiche e preparati (miscele di due o più sostanze) che sono prodotte o importate nello Spazio economico europeo.

Le imprese del settore che entro tale data non avranno effettuato gli adempimenti dovuti, non potranno più farlo e non potranno, pertanto, più immettere legalmente sul mercato europeo le sostanze chimiche prodotte o importate, per la commercializzazione.

La registrazione, tramite il così detto fascicolo di registrazione, viene effettuata presso l'ECHA - l’Agenzia europea per le sostanze chimiche - cui compete (al fine di assicurare un approccio coerente e un efficace utilizzo delle risorse), la verifica della completezza di tutte le registrazioni e la responsabilità di un eventuale rifiuto finale delle stesse.

Al contrario, la responsabilità di valutare i pericoli associati ad una sostanza prodotta o importata, come del resto i potenziali rischi alla salute umana e all'ambiente che derivino dalla produzione, dall'uso e dallo smaltimento di ognuna di queste sostanzE chimiche, spetta ai fabbricanti o agli importatori, per i quali comunicare le dovute informazioni risulta un obbligo.

Inoltre, affinché le informazioni raccolte mediante la registrazione vengano mantenute aggiornate, i dichiaranti dovrebbero informare l'Agenzia di un qualsiasi cambiamento che possano intervenire nel tempo, relativo alle sostanze da essi registrate.

Per poter registrare una sostanza è necessario presentare un dossier, una sorta di carta di identità delle sostanze chimiche, contenente informazioni (ove non presenti dati accertati è anche possibile fornire dati disponibili ottenuti dall’esecuzione di test sperimentali) sulle proprietà non solo fisico-chimiche, tossicologiche e ambientali, ma anche precise indicazioni in merito agli usi della sostanza stessa.

Mentre la scadenza normativa europea che oramai è alle porte interessa in maniera specifica soprattutto le piccole e medie imprese (PMI) che rivestono un ruolo fondamentale nel tessuto economico italiano, l’utilizzo dei prodotti di sintesi, interessa a dire il vero proprio tutti, dai lavoratori che si impegnano in questo settore ai comuni cittadini.

Proprio per questo già nel regolamento REACH in merito a queste due categorie sono stati indicati dei riferimenti appositi (art. 35 e art. 119) in quanto le sostanze chimiche che possono essere naturali (cioè già presenti in natura) o artificiali/di sintesi (cioè prodotte intenzionalmente dall’uomo), pur offrendo numerosi vantaggi, possono risultare pericolose se non gestite adeguatamente e con le giuste accortezze. Inoltre, a seconda delle loro proprietà intrinseche, queste possono essere distinte in sostanze nocive per la salute, infiammabili, esplosive, ecc. o avere impatti significativi sull'ambiente (a livello dell'aria, dell'acqua, del suolo, delle piante e degli animali).

Proprio per tale motivo è importante che anche da parte dei cittadini, quali consumatori/utilizzatori non professionali, ci sia la capacità di scegliere con consapevolezza i prodotti da dover acquistare e in maniera responsabile da utilizzare, soprattutto nel caso di quelle categorie di soggetti che risultino più vulnerabili all’esposizione rispetto ad altre, come i bambini, le donne in gravidanza o allattamento, i soggetti allergici e gli anziani.

Ecco, l’obbligo della registrazione che avverrà entro il 31 maggio, in una visione più ampia, dovrebbe servire anche a questo, inserire un numero di informazioni maggiori sulle sostanze chimiche a disposizione di noi cittadini (sempre per chi avrà la pazienza di collegarsi al sito dedicato e leggere tutte le informative), tale da renderci più informati con la consapevolezza di quanto i controlli sui rischi associati all’uso delle sostanze chimiche possa renderci più sicuri. Dopo tutto lo dice anche lo spot del Ministero… “Più sicuro l’ambiente, più sicuri noi”.

Ce lo auguriamo!

Per maggiori informazioni è possibile consultare i seguenti link:
http://www.minambiente.it/reach2018#
http://www.reach.gov.it/NormativaEuropea/
https://echa.europa.eu/it/regulations/reach/understanding-reach


© Produzione riservata
Dr.ssa Sabina Rubini
Biologa ed Esperta in Sicurezza degli Alimenti
Consulente Aziendale

Co-founder Studio ABR - www.alimentiesicurezza.it

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