In Italia chi si ammala di più?

IN ITALIA CHI SI AMMALA DI PIÙ?

di Luciano O. Atzori

Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente e l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) l’aria che si respira nel nord Italia (precisamente nella Pianura Padana) è tra le più inquinate dell’Europa.

La causa di ciò sono soprattutto le polveri sottili (di frequente nettamente superiori ai 50 microgrammi per metro cubo) e i gas di scarico dei mezzi di trasporto.

Questo inquinamento, che nel periodo invernale è spesso prolungato per giorni, determina al nord (specialmente in Lombardia) un maggior rischio di incorrere in malattie cardiocircolatorie e respiratorie che ovviamente incide sul maggior rischio di mortalità.

In sostanza nel nord Italia, a causa dell’inquinamento atmosferico, si ha una minore longevità rispetto al resto del Bel Paese quantificata in circa 14 mesi in meno di vita cioè poco più di un anno. Chi vive al Centro (es. a Roma) ha una riduzione di longevità da inquinamento di circa 6,6 mesi e di 5,7 mesi chi vive nel Sud.

Ovviamente i valori possono cambiare a seconda dell’area nella quale si vive (es. città o campagna) e allo stile di vita condotto, ma in ogni caso questi valori sono alquanto preoccupanti soprattutto se si considera che in Italia la maggior parte dei decessi annui per polveri sottili sono in Lombardia… Secondo l’AEA (Agenzia Europea per l’Ambiente) nel 2012 in Italia si sono avuti circa 84mila decessi riconducibili allo smog!

I bambini che vivono nell’area milanese, rispetto ai loro coetanei del resto d’Italia, sono più frequentemente colpiti da patologie respiratorie. Insomma la situazione è piuttosto preoccupante.

In un recente passato si diceva “Milano da bere” per descrivere in poche e semplici parole la vita sociale e goliardica di questa bella e viva città, ma se dovesse continuare così in futuro, qualcuno potrà dirà “Milano da non respirare…”.

Insomma, in alcune aree del Nord Italia la condizione sanitaria legata all’inquinamento atmosferico (smog) è preoccupante e spesso le soluzioni apportate (blocco del traffico, alternanza di circolazione dei mezzi, costante monitoraggio attraverso apposite centraline, ecc.) non sono sufficienti.

In questo periodo è molto critica la situazione di Torino che registra nel 2017, ancora non terminato, circa 70 giorni di sforamento dei PM10.

Le polveri sottili, a meno che non ci siano eventi climatici favorevoli (vento e pioggia), posso permanere l’aria che respiriamo anche per una settimana… e gli effetti negativi di tale esposizione, soprattutto se prolungata nel tempo, possono essere tanti: disturbi nella crescita dei bambini (in quanto lo smog può agire da Interferente Endocrino) ma anche dello sviluppo cognitivo e riduzione della memoria, può essere una concausa della demenza degli anziani, può provocare arrossamento e secchezza della pelle (soprattutto delle parti più esposte cioè il viso e le mani), può aumentare il rischio di infertilità maschile, può favorire l’insorgenza di emicranie, ecc.

Adesso che l’autunno sta terminando e che si sta avvicinando l’inverno (periodo da sempre molto critico per lo smog) cerchiamo di limitare l’inquinamento atmosferico usando più spesso i mezzi pubblici e, se possibile, anche la bicicletta. Riduciamo l’uso dei sistemi di riscaldamento degli edifici che funzionano per combustione premiando quelli elettrici (pompe di calore, ecc.).

E soprattutto, visto che difficilmente si riesce a intervenire efficacemente sulle cause dello smog, cerchiamo, ove possibile, di ridurre gli effetti dell’inquinamento atmosferico attraverso 10 piccoli accorgimenti:

  1. evitare di portare il cane fuori nelle ore di maggiore traffico e nelle strade molto trafficate;
  2. ridurre al minimo i tragitti urbani con bambini nei passeggini o anche con questi tenuti per mano qualora siano molto piccoli perché le polveri sottili si addensano soprattutto negli strati più bassi dell’aria;
  3. sempre nei tragitti urbani a forte densità di traffico è buona regola filtrare l’aria che respiriamo con le apposte mascherine anti-smog oppure con una sciarpa, pashmina o foulard e ricordarsi di respirare il più possibilmente con il naso e non con la bocca;
  4. evitare di aprire i finestrini dell’automobile;
  5. se ci si sposta con scooter o in moto si deve evitare, quando possibile, di stazionare dietro altre vetture (esempio ai semafori, negli ingorghi, ecc.) per non respirare le emissione dei loro scarichi;
  6. prediligere una dieta sana e ricca di frutta e verdure fresche e di stagione, (possibilmente bio) quindi ricca di vitamine, di sali minerali e di antiossidanti che incrementano l’azione del sistema immunitario;
  7. non fumare per evitare l’effetto sommatoria e cocktail tra smog e fumo di sigaretta, pipa o di sigaro;
  8. ridurre l’areazione naturale (cioè l’apertura delle finestre) degli ambienti domestici e/o lavorativi durante i periodi di allerta smog;
  9. evitare la pratica di attività sportive (corsa, ciclismo, ecc.) o ludiche nelle aree a rischio smog;
  10. quando possibile concedersi delle ore o dei giorni (es. nel week end) di “ossigenazione” presso aree incontaminate (passeggiate nella vicina campagna, trekking in collina o in montagna, visite in fattorie didattiche, ecc.).

© Produzione riservata

Dr. Luciano O. Atzori
Biologo - Esperto in Sicurezza degli Alimenti e in Tutela della Salute
Divulgatore Scientifico

Co-founder dello Studio ABR  -  www.alimentiesicurezza.it

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