Omega-3 sì oppure no…?

Un “sguardo” attento sui rischi da metalli tossici a seguito del consumo di Integratori Alimentari a base di Omega-3

Negli ultimi anni si sta verificando in tutto il mondo un crescente consumo di prodotti ittici (molluschi, crostacei, ma soprattutto di pesci). Mentre in Europa si arriva ad un consumo medio/annuo a persona di circa 23 Kg, in Italia si raggiungono i 25 Kg.

Tale fenomeno si sta verificando grazie a diversi fattori quali soprattutto il più agevole accesso all’acquisto dei prodotti ittici a seguito della riduzione dei costi di questi prodotti (merito dell’incremento dell’acquacoltura e del fiorire dei pesci surgelati), ma anche per motivi etici (aumento dei vegetariani) e per motivi salutistici. Questi ultimi sono stati sicuramente la principale motivazione che recentemente ha spinto le famiglie a consumare più pesce specialmente a seguito della dichiarazione dell’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS - ottobre 2015), che a seguito di uno studio statistico su 800 ricerche scientifiche dedicate al legame che può crearsi tra il consumo di proteine animali e l’insorgenza di tumori, ha affermato che le carni rosse lavorate (salsicce, wurstel, salumi, ecc.) sono sicuramente cancerogene e che probabilmente lo sono anche le carni rosse (suini, bovini e ovini). Non a caso lo IARC (International Agency for Research on Cancer – Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) ha classificato nel carni lavorate nel Gruppo 1 (sostanze in grado di provocare tumori) e le carni rosse nel Gruppo 2A (sostanze che probabilmente possono essere causa di tumori).

Anche i costanti consigli dati, attraverso i media (programmi televisivi e radiofonici, carta stampata, siti internet e social), dai vari esperti di nutrizione hanno contribuito alla crescita di tali consumi. Infatti, questi professionisti consigliano spesso il consumo costante e vario di pesci per la loro presenza di proteine ricche di aminoacidi essenziali (alternative a quelle della carne), di pochi zuccheri, di un minor contenuto in colesterolo rispetto alla carne (eccetto nei crostacei e nelle uova di pesce), per la presenza di lecitine, di fosfolipidi, di vitamine liposolubili (A e D) e idrosolubili (soprattutto la vitamina B6 o Piridossina e la B2 o Riboflavina) e per i diversi sali  minerali contenuti (iodio, sodio, fosforo, calcio, ecc.).

Però le sostanze nutritive che rendono più allettante il consumo dei pesci sono sicuramente gli Omega-3. Grazie all’alta presenza di questi particolari acidi grassi, delle lecitine (che riducono l’assorbimento del colesterolo) e alla bassa presenza di colesterolo i pesci vengono considerati come alimento ipocolesterolemizzante e aterosclerotico che quindi può contribuire nella prevenzione di molte patologie cardiocircolatorie.

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Dr. Luciano O. Atzori
Biologo - Esperto in Sicurezza degli Alimenti e in Tutela della Salute
Divulgatore Scientifico
Studio ABR  -  www.alimentiesicurezza.it

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