Non ce la posso fare…

È da quando ero fanciullo che amo gli animali, infatti nell’arco della mia vita ne ho avuti tanti (cani, gatti, criceti, pesci, tartarughe, uccelli e finanche anatre) sforzandomi di farli vivere sempre nel miglior modo possibile e cercando di rispettare la loro natura, l’alimentazione ed il loro ambiente di vita. Crescendo poi ho riveduto alcune posizioni. Non riesco più ad avere animali in gabbia, ad esmpio, o in teche di vetro e mi impegno spesso nell’aiutare animali selvatici e randagi sia in maniera diretta che attraverso associazioni no profit. Insomma quando posso faccio tutto il possibile per “salvaguardare” molte forme di vita, senza mai arrivare però ad estremismi.

Da alcuni anni sono il padrone di tre gatti … scusate, mi correggo!

Da diversi anni tre “adorabili bimbi pelosi” mi permettono di vivere con loro. Addolciscono le mie noiose giornate con la loro insaziabile fame di coccole, mi accarezzano con le loro fusa e rendono viva la casa con le loro marachelle.

Insomma questi adorabili “tiranni”, che credono che tutto ciò che sia divertente sia permesso, sono per me un dono speciale. Non si contano le volte in cui mi ritrovo seduto nel divano o coricato sul letto in “piacevolissime” per non dire  disagevoli e scomodissime posizioni, pur di non disturbare i miei tre furfanti che prima di me hanno preso possesso di questi componenti d’arredo! Sono pienamente cosciente del fatto che, nel loro essere totalmente gatti, sono degli eleganti manipolatori, spesso imprevedibili nelle loro ingegnosità e sempre esigenti, ma è anche vero che quando sono avvolto dalla tristezza, dalla noia o dalla banale solitudine loro sono sempre degli ottimi “amici” e soprattutto di reale sostegno.  Insomma, meno male che esistono.

Anche adesso, mentre scrivo quest’articolo, ho sulle gambe uno dei tre furfanti: il mitico Safir. Riposa tutto felice e di tanto in tanto allungando il collo verso il monitor del pc per “vedere” cosa sto scrivendo, mi guarda con un’espressione che sembra voler dire “tutto qui quello che sai fare? Perché non mi coccoli un pò invece di perdere tempo con queste cose”, per poi risistemarsi e lasciarsi andare in un altro piacevole sonnellino.

Safir

Nel coesistere con questi affascinanti felini ho sempre osservato che non è loro desiderio diventare “umani”, anzi penso che il solo pensiero li terrorizzerebbe, come del resto non è mai stata mia, la speranza di diventare “gatto”. In definitiva, e per fortuna, i gatti non saranno mai umani, ma sempre e soltanto dei gatti, anche se qualcuno cerca sempre di umanizzarli: con ridicoli vestiti (pur finalizzati a proteggerli dal freddo), con monili o cercando di alterarne i comportamenti.

Ma potevate mai immaginare che al contempo ci sono persone che assumono comportamenti “poco umani” cercando di diventare un po’ felini? Pensate di no? Eppure vi confermo che è proprio così!

Una delle tante dimostrazioni di ciò può essere sintetizzato nel prodotto Licki Brush, una sorta di lingua rasposa in silicone (cioè simile a quella dei gatti) che si mette in bocca al padrone con lo scopo di accarezzare, o per meglio dire … “leccare” il proprio felino.

Safir_1

Secondo i creatori dell’ “invenzione”, a mio avviso fortemente impressionante,  servirebbe a sviluppare un rapporto speciale con il proprio felino, simile all’atteggiamento della madre con il suo micio! So cosa stanno pensando molti di voi “il buon senso è una merce sempre più rara…”, un pensiero che non posso, che condividere. Eppure pare che questa lingua stia vivendo un trend inarrestabile, nonostante i suoi circa 23 euro di costo, e pare che piaccia a parecchi. Amare i gatti sì, ma arrivare a questo mi sembra eccessivo!

Sin dal passato tanti personaggi, anche illustri, hanno espresso una forte riconoscenza verso i loro amati gatti. Nel passato abbastanza recente c’è stato Winston Churchill (ex Premier britannico) che raccontava spesso dei sui quattro amatissimi gatti, per non parlare di Abraham Lincoln (16o Presidente degli Stati Uniti) che quando doveva prendere rilevanti decisioni si concedeva del tempo alla Casa Bianca accarezzando e dialogando con i suoi due gatti: Dixie e Tabby. Un giorno arrivò persino a dire che la sua vivace Dixie “era più intelligente di tutti i suoi ministri messi insieme e soprattutto che era l’unica che non gli parlava alle spalle”.

Penso che Churchill e Lincoln avessero capito molto dei gatti eppure, nonostante l’amore e l’apprezzamento verso questi felini, non sarebbero mai arrivati ad acquistare una lingua di gomma con la quale accarezzare i loro gatti. Safir_1Ed è per questo che posso anche rassegnarmi all’imperante “umanizzazione degli animali domestici”, in certe situazioni ed in certi casi, ma assistere “all’animalizzazione degli umani” proprio non ce la posso fare… Sarà pur vero, quanto disse anni or sono un famoso presentatore televisivo che “la madre degli stolti è sempre incinta”, ma di certo, neanche lui, avrebbe mai pensato che questa madre desse al mondo parti plurigemellari…

Venghino signori, venghino … ci sono lingue per tutti!


© Produzione riservata

Dr. Luciano O. Atzori
Biologo - Esperto in Sicurezza degli Alimenti e in Tutela della Salute
Divulgatore Scientifico

Studio ABR  -  www.alimentiesicurezza.it

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