Jackfruit o carne?

di  Luciano O. Atzori

 Negli Stati Uniti, a seguito del recente parere (2015) dello IARC (International Agency for Research on Cancer) sugli effetti dell’eccessivo consumo di carni rosse e lavorate, si stanno diffondendo i consumi dei sostituti della carne (legumi, tofu, alga spirulina, ecc.).

Ultimamente sta prendendo piede il Jackfruit (Artocarpus heterophyllus), un frutto esotico verde-giallo originario dell’India che, se cotto, ricorda il sapore e la consistenza della carne di maiale anche se qualcuno riferisce che ricorda il sapore della carne di pollo.

Questo frutto può arrivare a pesare anche 45 kg (praticamente è il più grande frutto da albero al mondo) e le piante di jackfruit (appartenenti alla famiglia delle Moraceae) possono produrre perfino 100 e oltre frutti in un anno.

Dello jackfruit si mangiano soprattutto i grossi semi carnosi che contengono molta acqua, carboidrati, poche proteine (circa il 2%) e grassi (1%), vitamine idrosolubili (specialmente la B6 e la C), fibre e sali minerali (potassio e magnesio). Non contiene colesterolo e glutine.

In Italia questo frutto lo si può ordinare via internet oppure presso fornite rivendite di cibo asiatico anche se qualcuno sta cercando di provare a coltivarlo. Il prezzo è ancora abbastanza alto.

Buona bistecca vegetale a tutti…


© Produzione riservata

Dr. Luciano O. Atzori
Biologo - Esperto in Sicurezza degli Alimenti e in Tutela della Salute
Divulgatore Scientifico – Consulente Agroalimentare

Co-founder dello Studio ABR - www.alimentiesicurezza.it

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