PROSCIUTTO DI PARMA: L’IG DEL SOL LEVANTE

PROSCIUTTO DI PARMA: L’IG DEL SOL LEVANTE

di Sabina Rubini

Non dovrebbe meravigliaci che l’Italia sia uno dei Paesi europei che vanta forse il maggior numero di marchi di origine protetta (DOP, IGP e STG), se pensassimo che l’eccellenza della cucina italiana si è basata su una eredità della cultura alimentare costruita nel tempo.

Se, infatti, nel nostro bel Paese si potesse stilare una “ideale” classifica al merito gastronomico moltissimi prodotti verrebbero alla mente, ma quasi sicuramente uno dei più alti gradini del podio verrebbe occupato dai salumi.

E lo hanno capito bene anche i giapponesi, che nello scorso ottobre hanno insignito della denominazione IG, Indicazione Geografica, il prosciutto di Parma DOP con grande soddisfazione da parte dei massimi vertici del Consorzio che tutela il prodotto.

Tale denominazione è giunta, naturalmente, dopo un lungo iter burocratico-politico che ha portato il mondo nipponico a conoscere approfonditamente il famoso prodotto con la corona ducale impressa a fuoco (la cui produzione avviene esclusivamente in un’area estremamente limitata comprendente il territorio della provincia di Parma a sud della via Emilia a distanza di almeno 5 Km da questa, fino a un'altitudine di m. 900, delimitato a est dal fiume Enza e a ovest dal torrente Stirone) ed il suo metodo di lavorazione.

Un metodo, che come indicato dagli stessi produttori, si basa non solo sulla scelta accurata e di qualità della materia prima, ma soprattutto rivolto (più in generale) all’attenzione per i dettagli: le fasi di stagionatura, l’equilibrio dei profumi e dei sapori, che porta, dopo un periodo minimo di stagionatura di 12 mesi, all’ottenimento di un alimento che al taglio si presenta con un colore uniforme tra il rosa e il rosso (unito al bianco puro delle pareti grasse), un profumo delicato ed un gusto dolce e poco salato.

Un passo significativo quindi, come ha dichiarato lo stesso Direttore del Consorzio - Stefano Fanti - che si augura possa aprire la strada ad altri prodotti italiani ed europei a indicazione geografica.

Si ricorda, infine, per chi volesse approfondire l’argomento sui marchi di origine protetta che la normativa di settore si rifà al Regolamento CE n. 510/2006 del quale si riporta un estratto.


© Produzione riservata
Dr.ssa Sabina Rubini
Biologa ed Esperta in Sicurezza degli Alimenti
Consulente Aziendale

Co-founder Studio ABR - www.alimentiesicurezza.it

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