PERCHE’ SOLO RICICLARE … QUANDO DA OGGI SI PUO’ NUOVAMENTE “RIUTILIZZARE”!

PERCHÉ SOLO RICICLARE …
QUANDO DA OGGI SI PUÒ NUOVAMENTE “RIUTILIZZARE”!

di Sabina Rubini

Uno dei maggiori problemi legati agli imballaggi o package, come comunemente vengono chiamati, può essere legato al riciclo degli stessi al momento della loro dismissione, al loro accumulo nell’ambiente sotto forma di rifiuti o al rischio di interazione che questi possono avere con il cibo.

Sarà per questo che l’attenzione di molti verso la tutela dell’ambiente, e non solo, sta portando via via ad un cambio di rotta quotidiano nella gestione degli imballaggi e che le istituzioni, come nel caso specifico del vetro, hanno indirizzare gli operatori appartenenti al settore della ristorazione collettiva verso la vecchia e buona abitudine del “riutilizzo” dei contenitori, spinti quasi verso un ritorno al passato.

Il 10 ottobre, infatti, è entrato in vigore il Decreto 3 luglio 2017, n. 142 Regolamento recante la sperimentazione di un sistema di restituzione di specifiche tipologie di imballaggi destinati all'uso alimentare, ai sensi dell'articolo 219-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (17G00154) (GU n.224 del 25-9-2017) con le finalità e lo scopo di prevenire la produzione di rifiuti di imballaggio e favorendo il riutilizzo di quelli usati.

L’adesione da parte degli esercenti al sistema del vuoto a rendere partirà, su base volontaria, dal 7 febbraio 2018 (in via sperimentale e per la durata di un anno) e prevederà la compilazione dell’Allegato 1 (presente all’interno della norma) al momento dell’acquisto di birra

o acqua minerale in imballaggi riutilizzabili, trasmettendo o consegnando il modulo al distributore nel caso di filiera di tipo lungo, o al produttore di bevande nel caso di filiera di tipo corto al momento della consegna, da parte di quest’ultimo, dell’imballaggio pieno.

Il decreto potrà quindi essere attuato da tutti quegli esercenti che decideranno di praticare un sistema del vuoto a rendere per i soli imballaggi contenenti birra o acqua minerale, serviti al pubblico nei punti di consumo quali: alberghi, residenze di villeggiatura, ristoranti, bar e altri punti di consumo, aventi tra le varie caratteristiche indicate dal decreto, per gli imballaggi, quella di possedere un volume compreso tra 0,20 e 1,5 litri.

Contestualmente all'acquisto dell'imballaggio riutilizzabile pieno, gli esercenti che aderiranno alla filiera dovranno prevedere l’applicazione di una cauzione (che in nessun caso come precisato nella norma dovrà comportare un aumento del prezzo di acquisto per il consumatore), con diritto di ripetizione della stessa al momento della restituzione dell'imballaggio vuoto. Il cui valore unitario sarà proporzionale al volume dello stesso e ricompreso tra 0,05 e 0,3 €, sulla base dei parametri indicati nella tabella riportata nell'Allegato 2.

Ci auguriamo che il sistema di riutilizzo del vetro possa essere visto (e sfruttato) come una opportunità nei confronti della tutela ambientale, un tassello in più che si andrebbe ad aggiungere a tutti coloro che, già da molto tempo, danno il loro contributo conferendo le bottiglie di vetro nell’apposito contenitore per la raccolta differenziata.

La gestione degli imballaggi è un tema molto sentito sia in Europa che in Italia. Secondo un sondaggio di qualche mese fa di Assovetro, infatti, un consumatore su due in Europa ha aumentato il consumo di contenitori in vetro negli ultimi 3 anni. Il 57% della popolazione in Italia, dove la spinta al cambiamento è data dalla preoccupazione legata alla sicurezza alimentare, alla riciclabilità del materiale e all’impatto ambientale.

Ricordiamo che il vetro, a differenza di altri imballaggi, offre diversi vantaggi all’interno di uno stile di vita sostenibile. È un materiale riciclabile al 100% e non importa quante volte possa essere riciclato, la natura del vetro comporta che la sua qualità non diminuisce mai, a differenza di altri materiali come le plastiche.

Rimane un materiale capace di preservare il gusto e la qualità di un alimento. Più stabile e più sicuro anche da un punto di vista igienico-sanitario in quanto meno predisposto alla migrazione di potenziali sostanze tossiche dal contenitore verso l’alimento, ma non per questo meno sottoposto a rigidi controlli, prima della sua immissione sul mercato, mediante l’effettuazione di prove di migrazione globale (MG) e specifica (MS), quest’ultima per verificare l’eventuale rilascio di Pb, in diverse condizioni e temperature.

Imballaggi di questo tipo non sono assorbenti o porosi, ma al contrario facilmente sanificabili, un aspetto da non trascurare all’interno di una filiera, nella quale unica criticità da tenere sempre fortemente sotto controllo potrebbe essere il “rischio fisico o particellare” dovuto alla presenza di eventuali schegge presenti nei contenitori a causa della rottura degli imballaggi stessi.

Concludiamo indicando che a seguito dell’applicazione del decreto il Ministero predisporrà un registro degli operatori della filiera aderenti alla sperimentazione di cui sopra, che verrà pubblicato sul sito web istituzionale e aggiornato con cadenza mensile, sul quale verrà inoltre  posto un attestato di benemerenza nei confronti degli operatori aderenti, che  potrà altresì essere affisso anche nei locali aderenti.

Per maggiori approfondimenti si consiglia di leggere la norma completa.


© Produzione riservata

Dr.ssa Sabina Rubini
Biologa ed Esperta in Sicurezza degli Alimenti
Consulente Aziendale
Co-founder Studio ABR  www.alimentiesicurezza.it

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