Disinfestazione biologica per la sicurezza di locali e delle aziende alimentari

DISINFESTAZIONE BIOLOGICA PER LA SICUREZZA DI LOCALI E DELLE AZIENDE ALIMENTARI

di Emilio Gravina

Leggendo “disinfestazione” il pensiero va immediatamente alla diffusione di gas tossici con tute di protezione e maschere di sicurezza. La realtà però è ben lontana, le esigenze di sicurezza alimentare e le normative europee sempre più stringenti, hanno portato allo sviluppo di metodi avanzati come la disinfestazione biologica. Molte aziende non sono ancora consapevoli dell’alternativa e non hanno strumenti per valutarne il suo utilizzo. Cosa fare per capire se conviene la disinfestazione biologica? Effettuando un confronto basato su: costi opportunità, impatto a livello d’immagine dell’azienda e potenziale rischio sulla salute di clienti e dipendenti.

In questo senso, comparando i prezzi dei preventivi, se la biologica ha un costo di partenza più elevato, in realtà, a parità di risultati, garantisce zero rischi per la salute e il recupero dei costi di chiusura dei locali per preparazione dei locali e bonifiche sempre necessari in caso di disinfestazione con gas e prodotti chimici.

La disinfestazione con gas e veleni resta sempre quella maggiormente diffusa e va detto che ha migliorato gli standard di sicurezza negli ultimi decenni, tuttavia non cambia la base del loro intervento: ricorrono a prodotti che nascono con l’obiettivo di uccidere mediante avvelenamento con sostanze tossiche e in caso di errori possono danneggiare anche persone, animali, piante e ambiente circostante l’azienda. La differenza è che grazie agli studi recenti sugli infestanti, si può fare ciò che in passato non si immaginava nemmeno, come debellare l’infestazione di una fabbrica intera semplicemente utilizzando il calore. Cambia integralmente il modo di agire, che non contempla nemmeno il rischio di avvelenamenti e intossicazioni.

In tema di sicurezza il trattamento biologico elimina ogni dubbio sui pericoli di salute per i dipendenti dell’azienda che ricorre al trattamento, così come per i clienti finali, che consumeranno ciò che viene prodotto nei locali disinfestati. Il trattamento atossico riduce notevolmente i rischi, sgravando di questo peso i responsabili del trattamento, i responsabili della sicurezza e di conseguenza i responsabili dell’azienda. In caso venga scelto un trattamento chimico, va valutata attentamente la composizione dei prodotti utilizzati soprattutto in caso si tratti di operazioni effettuate in aziende che trattano alimenti. Pensate se venisse diffusa la notizia che il fornitore di farina con cui viene fatta la vostra pasta, fa uso di disinfestanti con effetti reprotossici, dannosi per le donne incinte e per la riproduzione umana. Il danno alla reputazione graverebbe anche sulle spalle delle figure responsabili della scelta dei trattamenti da applicare, della qualità e della sicurezza. Il danno sarebbe veramente enorme, complici i ricordi di avvelenamenti e intossicazioni sempre freschi nella mente dei consumatori per via della cronaca giornalistica, sempre molto attenta alla salute.

In questi casi la spesa per la bioprotezione dei locali con la disinfestazione biologica sembra veramente piccola rispetto agli elevati standard di qualità che offre, impareggiabili per qualsiasi disinfestante chimico.

La scelta dell’impresa di disinfestazioni: come riconoscere una disinfestazione biologica che garantisca qualità e massima sicurezza

I prodotti per effettuare una basilare disinfestazione biologica sono reperibili sul mercato anche da privati cittadini, tuttavia se non si conoscono infestanti, luoghi, modalità di applicazione e tecniche, il rischio di non raggiungere l’obiettivo è elevato.  Benché il rischio sia minimo vista l’assenza di sostanze tossiche, per rendere efficace e definitiva la disinfestazione, si deve comunque ricorrere all’elevata preparazione degli analisti che effettuano i sopralluoghi e alla professionalità delle imprese disinfestatrici.

Per riconoscere la corretta bioprotezione dei locali, si possono individuare quattro fasi fondamentali di lavoro:

  1. Primo studio dell’ambiente per valutare caratteristiche, gravità e pressione dell’infestazione
  2. Stesura del piano d’azione più adatto per risolvere quello specifico problema in quel tipo di locale
  3. Attuazione del piano di disinfestazione biologica da parte del personale specializzato
  4. Controllo finale nel rispetto delle norme ISO 9001 dei sistemi di qualità, la predisposizione del futuro monitoraggio e il rilascio del distintivo di bioprotezione dei locali, per segnalare l’avvenuto intervento, rassicurando clienti e dipendenti.

A conferma della sicurezza e della serietà dell’azienda disinfestatrice è indispensabile richiedere il riconoscimento della certificazione europea specifica per il pest management, la UNI EN 16636. L’impresa certificata dovrà offrire anche la garanzia di una rapida rendicontazione al cliente del rapporto esistente fra efficacia attesa e rischio connesso per la salute umana e dell’ambiente, in modo da far scegliere consapevolmente il miglior trattamento possibile per ogni situazione.

Questo almeno si legge sulla carta, ma effettivamente questa attenzione è sufficiente per garantire elevati standard di sicurezza?

A tutti gli effetti, soltanto eliminando le sostanze tossiche vi è la certezza di eliminare i rischi.

In cosa consistono nella pratica gli interventi di disinfestazione biologica? Vediamo gli esempi di due metodi particolarmente adatti per locali di lavorazione dei prodotti alimentari.

Esempi di disinfestazione biologica dei locali adatti alle aziende alimentari

Le dimensioni dei locali da trattare sono la prima discriminante. In caso di strutture aziendali ridotte, la massima efficacia è raggiunta con una disinfestazione mirata come quella criogenica. Particolarmente utile anche per la possibilità di essere utilizzata in zone ad elevata conducibilità elettrica. L’intervento consiste nella nebulizzazione di azoto liquido ricavato dall’aria e diffuso sulle aree interessate a -196°C. L’azione del gas secco non danneggia macchinari elettronici, tessuti e arredi, ma elimina gli infestanti a qualsiasi ciclo vitale, comprese le uova, solitamente molto difficili da terminare.  Ultimata la disinfestazione non è necessaria alcuna bonifica dei locali, in quanto totalmente privi di residui tossici.

In caso di strutture aziendali con grandi spazi e locali ampi, è preferibile la disinfestazione con il calore. Quest’ultima consiste nell’impiegare aerotermi che aumentano la temperatura fino a 58 gradi centigradi, per un massimo 48 ore, eliminando gli infestanti. Anche questo trattamento rientra nella bioprotezione, essendo innocuo per persone e cose. Il personale può dunque riprendere possesso dei locali appena dopo il trattamento, poiché non sono necessarie bonifiche. La disinfestazione con il calore è praticabile anche in abitazioni private, in qualsiasi periodo dell’anno e senza la necessità di autorizzazioni, data la totale atossicità dei trattamenti.

Per completezza informativa è tuttavia necessario avere un termine di paragone tradizionale per raggiungere gli stessi risultati in aziende con ampi spazi.

Il paragone con la disinfestazione chimica nelle aziende alimentari

Per agire su grandi strutture industriali o ampi edifici, la scelta ancora oggi più utilizzata è la più rischiosa: la disinfestazione con i gas tossici, la fumigazione.

Ecco come funziona il servizio offerto da professionisti seri del settore, dotati di regolare licenza e patentini per l’utilizzo dei gas:

  • Sopralluogo per verificare l’entità dell’infestazione e la distanza dai centri abitati e dalle altre attività che coinvolgono persone
  • Ispezione della struttura
  • Avanzamento della domanda di intervento alle autorità
  • Processo di sigillatura dell’intera struttura tramite la chiusura di porte, finestre, camini, condotti di aerazione, fessure e crepe
  • Diffusione del gas in tutti i locali da personale altamente specializzato
  • Monitoraggio dello stato della situazione e graduale abbattimento dei livelli di gas negli ambienti confinati mediante emissioni in atmosfera
  • Verifica dei fenomeni di adsorbimento e assorbimento da parte delle superfici e dei materiali, della corretta ventilazione degli ambienti, delle eventuali pozze di accumulo con il ricorso a misurazioni strumentali delle concentrazioni di gas tossico
  • Certificazione di bonifica avvenuta e concessione di libera pratica per la ripresa delle attività lavorative.

La differenza rispetto al trattamento biologico salta subito agli occhi: l’elevata tossicità dei prodotti utilizzati richiede un percorso di contenimento del rischio, che in ogni caso non può mai essere evitato.

Senza contemplare gli effetti dannosi di ciascun gas utilizzato per la fumigazione, per dare un’idea del pericolo connesso a errate valutazioni in sede di bonifica, basti pensare che la sola riduzione dell’ossigeno nell’aria al di sotto del 21% può portare una persona adulta all’asfissia in pochi secondi, senza sintomi fisiologici in grado di mettere in pre-allerta la vittima. Prima della consapevolezza giunge senza scampo la perdita di conoscenza. Un rischio non comune, ma inutile da correre viste le alternative in grado di garantire l’assoluta sicurezza all’intero ecosistema aziendale, oltre alla risoluzione dell’infestazione.

Per garantire ad aziende, industrie alimentari e sanitarie una sicurezza degna di questo nome, oggi è necessario prendere in considerazione la bioprotezione dei locali. La disinfestazione biologica rappresenta una scelta che denota anche un forte senso di responsabilità sociale d’impresa, tutelando dipendenti, clienti ed ecosistema a favore della sicurezza sul lavoro e rispetto per l’ambiente. Chissà che non sia questa la ricetta per spostare l’attenzione dei giornalisti dalla “paura dell’avvelenamento” alle “buone pratiche delle imprese”, più attente ai propri dipendenti, all’ambiente e alla sicurezza di tutti.


© Produzione riservata

Emilio Gravina
Specialista in Disinfestazione Biologica
CEO di Biodis Sas
San Giovanni Rotondo (FG)

I commenti sono chiusi